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Ad un mese esatto dalla pronuncia della Suprema Corte di Cassazione, che lo scorso 29 maggio aveva annullato con rinvio dinanzi al Tribunale della Libertà di Catanzaro l’ordinanza applicativa della misura cautelare, in data odierna il Tribunale del Riesame di Catanzaro, in sede di rinvio, ha rimesso in libertà Gilda Cardamone, revocando definitivamente la misura degli arresti domiciliari.
La signora Gilda Cardamone, nativa di San Nicola dell’Alto, ma residente in Torre Melissa, era stata accusata del reato di intestazione fittizia dei beni aggravato dall’art. 7 della legge antimafia.
In data 9 gennaio era stata tratta in arresto nell’ambito dell’Operazione antimafia denominata “Stige”, che aveva coinvolto oltre 170 persone, con l’accusa di essere la titolare fittizia della pescheria Profumo di Mare in Torre Melissa, che secondo la DDA di Catanzaro era di proprietà di Spagnolo Giuseppe detto “Peppe u Banditu”.
La Suprema Corte di Cassazione prima, il Tribunale della Libertà dopo, hanno accolto le tesi difensive degli Avvocati Giovanni Mauro e Tiziano Saporito, che sin dall’inizio si sono battuti sostenendo la liceità della realizzazione della attività ittica.
Infatti, dalla corposa documentazione è emerso che la pescheria era di esclusiva proprietà della sig.ra Cardamone e che nulla a che vedere aveva con Spagnolo Giuseppe.
I difensori si ritengono soddisfatti del risultato ottenuto.