
La Riforma del calendario gregoriano è opera del cirotano Luigi Lilio senza ombra di dubbi grazie a documenti autorevoli ed originali ritrovati dalla studioso e ricercatore Francesco Vizza del CNR di Firenze. Ma probabilmente in casa Rai 3 ancora non lo sanno, tanto che durante il programma “Splendida Cornice“ condotta da Geppi Cucciari è andata in onda il 14 Aprile una insolita lezione di Roberto Mercadini sul calendario gregoriano in cui dava la paternità della riforma a Copernico anziché a Lilio senza documentarsi ne tantomeno aver letto nulla sulla Riforma dimostrando di non conoscere nemmeno lo stesso Copernico che come ha detto Vizza:” era già morto nel 1543, e quindi come faceva Papa Gregorio XIII nel 1582 dagli incarico se era morto ben 39 anni prima” . Non si è fatto attendere la risposta a Rai tre ne dal sindaco Mario Sculco ne dallo stesso biografo di Luigi Lilio Francesco Vizza, i quali hanno subito smentito la pseudo lezione andata in onda, chiedendo fortemente una rettifica o uno spazio all’interno del programma per poter replicare con “carte in mano” e sbandierare a tutti la verità fatta di documenti storici e autentici e inequivocabili, come la Bolla Papale del 24 Febbraio del 1582 dove è scritto a piene lettere che la riforma è opera di Luigi Lilio. Ma Mercadini non conosce nemmeno Copernico visto che quest’ultimo non conosceva ancora la virgola utilizzata da Lilio invece, per i suoi calcoli che portò alla riforma del calendario togliendo i famosi 10 giorni dal mese di Ottobre, passando dal 4 direttamente al 15 Ottobre del 1582, con l’inserimento dell’anno bisestile, riuscendo a ricalcolare le esatte lunazioni così, da celebrare la Pasqua senza più incertezze. Ma non era nemmeno a conoscenza che la Regione Calabria ha riconosciuto la giornata regionale del calendario dedicato a Luigi Lilio il 21 Marzo giorno dell’Equinozio di primavera, giornata che ha detto il sindaco dovrà diventerà presto Nazionale. Già lo scienziato Antonio Zichichi nel 2010 quando venne a Cirò per inaugurare il museo dedicato a Luigi Lilio- prosegue Sculco- dalla sua lectio magistralis sottolineò l’importanza degli studi compiuti da Lilio per la riforma del calendario, perciò queste sciocchezze odierne dette su Rai 3- da detto il primo cittadino- oggi non si possono più sentire, soprattutto dalla televisione di Stato. E questo, è il motivo per cui è necessario uscire dai confini territoriali con tutte le forze e le modalità possibili: Il Calendario deve avere almeno la doppia denominazione di gregoriano/liliano. Almeno la memoria dei fratelli Antonio e Luigi Lilio deve essere gratificata, visto che, in vita, non ebbero compenso per la loro opera, in attesa che la giornata regionale del calendario diventi nazionale come è giusto che sia.




