
Avv. Maximiliano Granata: Regione Calabria, direttiva Bolkestein e concesioni balneari, profili di possibile illegittimità costituzionale.
Esistono possibili dubbi di legittimità costituzionale che un concessionario balneare uscente può sollevare (in via incidentale davanti al TAR) contro la disciplina nazionale di attuazione della Direttiva 2006/123/CE quando incide sulle concessioni demaniali marittime.Violazione art. 3 Cost. (ragionevolezza e uguaglianza) perché si equiparano: concessionari storici con investimenti pluriennali, operatori privi di investimenti pregressi senza alcun meccanismo compensativo e questo è irragionevole.
La disciplina tratta in modo identico situazioni oggettivamente diverse.Violazione art. 41 Cost. (libertà di iniziativa economica) L’azzeramento del valore aziendale senza indennizzo: incide in modo sproporzionato sull’attività imprenditoriale altera l’equilibrio economico-finanziario dell’impresa. Possibile censura per compressione eccessiva della libertà d’impresa.Violazione art. 42 Cost. (tutela della proprietà) Non si parla di proprietà del bene demaniale, ma di: opere realizzate, investimenti non ammortizzati, avviamento commerciale. Se la gara comporta perdita senza ristoro, si può sostenere un effetto sostanzialmente espropriativo senza indennizzo.
Violazione principio di tutela dell’affidamento (artt. 3 e 97 Cost.) Per anni il legislatore nazionale ha: disposto proroghe, creato aspettative giuridicamente qualificate, consentito investimenti a lungo termine. Un mutamento radicale e immediato senza disciplina transitoria potrebbe violare: certezza del diritto, affidamento legittimo.Violazione principio di proporzionalità Principio ricavabile da: art. 3 Cost., art. 97 Cost., diritto UE . La misura (gara senza tutela compensativa) deve essere: idonea, necessaria, proporzionata. L’assenza di indennizzo può rendere la disciplina sproporzionata. Lo dichiara il Presidente dell’Associazione Legalità Democratica Avv. Maximiliano Granata




