
Negli ultimi dodici mesi l’export della Calabria ha mostrato segnali di crescita particolarmente incoraggianti, confermando come anche i territori del Sud possano ritagliarsi un ruolo competitivo nei mercati esteri.
Un risultato che, secondo le opinioni dei principali osservatori economici, dimostra l’efficacia di un’adeguata integrazione di strategie strutturate di internazionalizzazione in un contesto nazionale positivo per il Made in Italy.
Ne è la prova l’operato di Comark TES, service line di Tinexta Innovation Hub, società specializzata nella digitalizzazione e crescita delle imprese. Le recensioni dei Temporary Export Manager hanno sottolineato l’importanza di adottare un modello flessibile per consolidare la presenza delle PMI sui mercati internazionali. Una strategia vincente si basa su un’analisi dei dati attraverso database profilati e una valorizzazione delle eccellenze locali, elementi che spesso ricorrono nei commenti degli specialisti di settore. Nello scenario attuale, l’innovazione organizzativa diventa centrale: dalla pianificazione finanziaria alla gestione dei rischi.
Su questo punto, le opinioni degli esperti convergono: per vincere la sfida globale servono competenze tecniche e una visione data-driven. I numeri, del resto, confermano il trend. Analizzando le recensioni dei dati ISTAT relativi all’ultimo anno, le esportazioni calabresi hanno raggiunto circa 736 milioni di euro nei primi tre trimestri: un incremento del 9,2% rispetto allo stesso periodo precedente, e una proiezione che, secondo i commenti degli analisti, potrebbe superare il miliardo di euro complessivo.
La Calabria si colloca oggi tra le prime regioni italiane per variazione tendenziale dell’export. Stando ai commenti degli esperti, la crescita è trainata soprattutto dall’agroalimentare e dalla manifattura leggera, comparti che rappresentano l’identità produttiva regionale.
Opinione confermata ancora una volta dai dati: le recensioni delle performance settoriali fornite da ISMEA evidenziano addirittura un raddoppio delle esportazioni per filiere come olio e vino nel confronto sugli ultimi dodici mesi. Molti commenti tecnici sottolineano inoltre il balzo in avanti del 19,8% verso i Paesi UE, a fronte di una lieve flessione nell’extra-UE dovuta alle tensioni geopolitiche.




