
I vignaioli e gli allevatori di Cirò sono sul piede di guerra e chiedono risposte concrete ed un aiuto a Regione e governo. Da ogni comparto si solleva forte un grido d’allarme e di aiuto, i vigneti del cirotano flagellati dalla temuta Peronospora, in alcuni vigneti non c’è più l’ombra di un grappolo. E come se non bastasse la peste suina che sta già interessando nel reggino i cinghiali, potrebbe diffondersi negli allevamenti dei suini, sarebbe una catastrofe per la zootecnia, se poi a questo flagello si aggiunge la tubercolosi che i cinghiali stanno diffondendo anche ai bovini, il quadro che si presenta è davvero devastante. Dal canto suo Giacomo Giovinazzo Dirigente del Dipartimento regionale all’Agricoltura intervenuto di recente nella limitrofa Cirò Marina sul dibattito dei cinghiali, aveva dichiarato che la Regione è pronta a dichiarare lo stato di calamità per i danni che la Peronospora sta causando ai vigneti col rischio che quest’anno, nei vigneti colpiti, verrà saltata la vendemmia. Purtroppo a queste calamità si aggiungono l’invasione ormai senza controllo dei cinghiali, non c’è vigneto, uliveto che non è devastato dai cinghiali che, ormai hanno raggiunto un numero così troppo elevato, per essere controllati. Solo il loro abbattimento potrà far rientrare tutte le problematiche causate da loro. In proposito Michele Colucci di Cirò, presidente dell’Ara Calabria, sulla TBC riferiva che già ci sono 50 aziende nel crotonese colpite, e che questo comporta un danno enorme per la zootecnia e per questo urgono provvedimenti urgenti. Gli animali selvatici (soprattutto cervi, cinghiali e tassi) possono trasformarsi in cosiddetti «serbatoi» per gli agenti patogeni della tubercolosi. In pratica, la malattia può diffondersi per lungo tempo tra le popolazioni allo stato libero, passando inosservata e dando luogo a ripetuti contagi ai bovini. Gli agenti patogeni della tubercolosi possono essere trasmessi dagli animali selvatici ai bovini e viceversa, tramite il contatto diretto o l’assunzione di acqua o cibo contaminati. Tutti i mammiferi e l’essere umano possono essere contagiati. La tubercolosi bovina può essere trasmessa dall’animale all’uomo. Spesso il contagio avviene tramite lo stretto contatto tra uomo e animale in stadio avanzato della malattia. In casi rari anche l’uomo può trasmetterla ai bovini. Sempre Giovinazzo ha precisato invece che per quanto riguarda le norme speciali riguardanti la peste suina, queste potrebbero essere adottati anche per i cinghiali e facilitarne così il loro abbattimento. Ma per fare questo occorre che dal governo centrale venga modificato il piano attuale di caccia limitato ai tre mesi l’anno in modo che possano essere cacciati tutto l’anno, proposta già in cantiere secondo il Senatore Ernesto Rapani di recente intervenuto al dibattito sui cinghiali. A proposito anche il presidente regionale Roberto Occhiuto firmerà a breve una nuova ordinanza con cui cercare di circoscrivere la peste suina africana in Calabria. Anche il sindaco di Cirò Mario Sculco preoccupato per la grave crisi che sta interessando il comparto vitivinicolo futuro, ha assicurato di avere ricevute risposte certe da parte della Regione Calabria, che sta valutando già un piano per i danni causati dalla Peronospora e dichiarare così lo stato di calamità.




