
Non una crisi passeggera, ma un sistema sanitario che rischia seriamente di cedere sotto il proprio peso. È l’allarme lanciato da Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato degli infermieri Nursing Up, commentando i dati più recenti sullo stato della sanità italiana.
Secondo il report analizzato dal sindacato, gli ospedali italiani risultano “drammaticamente oltre il limite”: il 58% dei reparti è in overbooking e in molti casi il tasso di occupazione dei posti letto supera addirittura il 100%. Una situazione che evidenzia una pressione ormai fuori controllo, con gravi ripercussioni sulla qualità e sulla sicurezza delle cure.
“Non siamo di fronte a una crisi temporanea, ma a un sistema che sta cedendo di schianto sotto il proprio peso”, ha dichiarato De Palma, sottolineando come la principale criticità sia rappresentata dalla carenza di personale infermieristico. “Senza infermieri il sistema non regge”, ha aggiunto, paventando il rischio concreto di un vero e proprio blocco strutturale del Servizio sanitario nazionale.
Particolarmente critica la situazione nei reparti di Medicina interna, dove i livelli di occupazione superano stabilmente le soglie di sicurezza, con punte che arrivano al 75-78%. A livello internazionale, spiegano dal Nursing Up, già oltre l’85% si entra in una zona di rischio per la sicurezza delle cure, mentre oltre il 90-95% si configura una vera e propria crisi sistemica, con aumento di errori clinici, infezioni e mortalità.
Il confronto con altri Paesi europei mette in evidenza uno squilibrio significativo: Francia e Germania mantengono livelli di occupazione tra il 75% e l’80%, mentre l’Italia dispone di circa 3,1 posti letto per mille abitanti, un dato inferiore alla media Ocse e distante dai livelli tedeschi.
A incidere sul quadro complessivo anche il ritardo nello sviluppo dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr. Le Case della Comunità risultano in gran parte non operative e gli Ospedali di Comunità sono ancora incompleti. A ciò si aggiunge la mancanza di oltre 20mila infermieri di famiglia, elemento che rischia di compromettere l’intero sistema di assistenza diffusa sul territorio.
Il quadro è aggravato dall’invecchiamento della popolazione e dall’aumento delle patologie croniche, mentre il sistema continua a perdere risorse: ogni anno migliaia di infermieri lasciano il servizio pubblico o emigrano all’estero, e oltre la metà degli operatori ha più di 55 anni.
Preoccupante anche il rapporto infermiere-pazienti, che in alcuni casi arriva fino a 1 a 16, ben oltre le soglie considerate sicure. “Senza infermieri i letti non si liberano, senza territorio i pazienti non escono. L’ospedale diventa un imbuto permanente”, conclude De Palma, avvertendo che il rischio è ormai imminente: “Il tappo rischia seriamente di saltare”.




