
L’Associazione Crotone Vuole Volare interviene sulla scadenza del contratto Roma–Crotone prevista per ottobre 2026: «I presupposti giuridici e territoriali sono immutati. Il collegamento aereo è un servizio sociale essenziale per un territorio ancora penalizzato».
La scadenza del contratto di servizio in continuità territoriale sulla rotta Roma–Crotone e viceversa, fissata per ottobre 2026 e attualmente operata da SkyAlps, riporta al centro del dibattito una questione che da decenni accompagna il territorio crotonese: il diritto alla mobilità.
A sollevare con forza il tema è l’Associazione Crotone Vuole Volare, che invita istituzioni e Governo a non sottovalutare una realtà rimasta, di fatto, invariata rispetto alla precedente gara.
A oggi, 6 gennaio 2026, secondo l’associazione, non si registrano miglioramenti infrastrutturali significativi tali da far venir meno i presupposti che giustificano la continuità territoriale.
Le condizioni giuridiche e territoriali risultano infatti tutte riconfermate, a partire dai tempi di collegamento alternativi.
Il primo nodo riguarda la distanza tra gli aeroporti di Crotone e Lamezia Terme, superiore ai 100 chilometri.
I tempi di percorrenza restano ampiamente incompatibili con un’effettiva alternativa al trasporto aereo:
- oltre 60 minuti con mezzi privati;
- oltre due ore con i mezzi pubblici.
A ciò si aggiunge la mancata sovrapposizione del bacino d’utenza tra i due scali, elemento che continua a penalizzare l’area del Crotonese e del Nord-Est della Calabria.
Secondo Crotone Vuole Volare, il rifinanziamento della continuità territoriale per un ulteriore triennio – pari a circa 15 milioni di euro – rappresenta un costo marginale sostenibile, soprattutto se confrontato con gli investimenti infrastrutturali mai realizzati dallo Stato in quest’area.
Per questo, sottolinea l’associazione, la decisione del Governo dovrebbe arrivare senza indugi, evitando incertezze che rischiano di compromettere la programmazione futura dei collegamenti.
Nei prossimi giorni l’associazione annuncia che scriverà direttamente al Ministero dei Trasporti, chiedendo quali iniziative siano previste per la riconferma del finanziamento.
In caso di risposte negative o ostative, non si esclude il ricorso alla Commissione Europea, come già avvenuto in passato, per una possibile violazione del diritto alla mobilità e dell’accesso a servizi di trasporto rapidi ed efficaci.
«È paradossale – evidenziano – che nel 2026 questo territorio debba ancora rivendicare la continuità territoriale. Per noi non è un privilegio, ma un servizio sociale essenziale».
Nel frattempo, l’Aeroporto Pitagora di Crotone mostra segnali incoraggianti.
Il 2025 si è chiuso con un record storico di passeggeri, circa 350 mila, a dimostrazione di una domanda reale e di un potenziale ancora in parte inespresso.
L’Associazione Crotone Vuole Volare chiede infine un incontro con Regione, Comune e con la società di gestione aeroportuale SACAL, per fornire contributi costruttivi utili a:
- valorizzare pienamente lo scalo;
- giustificare e calibrare il nuovo investimento sulla continuità territoriale;
- migliorare orari, frequenze e affidabilità del collegamento con Roma.
Un collegamento che, ribadiscono, «è realmente utile solo se programmato con criterio e stabilità, rispondendo alle esigenze concrete della collettività».




