
Cresce di giorno in giorno l’attenzione attorno al progetto “Glamping Castello Scigliano”, promosso dal giovane imprenditore sciglianese Fernando Crispino, che ha deciso di investire in una sfida tanto ambiziosa quanto identitaria: riportare alla luce l’antico Castello di Scigliano e trasformarlo in un simbolo concreto di rinascita culturale e territoriale. Quella che per secoli è stata considerata poco più di una leggenda o un insieme di ruderi senza un volto preciso, oggi sta assumendo contorni chiari grazie a un intenso lavoro di ricerca storica condotto dallo stesso Crispino.
È stato infatti un percorso di studio autonomo, meticoloso e durato anni a permettere di ricostruire il profilo autentico della fortezza. «Non è più solo una leggenda. Non sono più solo ruderi. Dopo secoli di silenzio, l’immagine autentica del Castello di Scigliano emerge finalmente dall’oscurità della storia», afferma Crispino. Le sue ricerche hanno riportato l’attenzione su un presidio strategico della Valle del Savuto, una sentinella che controllava i collegamenti tra l’entroterra e la costa e che, secondo le fonti da lui ricostruite, fu ricostruita nel 1198 per volontà dell’imperatrice Costanza d’Altavilla.
Il castello faceva parte della rete difensiva normanno-sveva e dialogava idealmente con altre fortificazioni del territorio, tra cui il Castello di Nicastro, all’interno di un sistema di controllo militare e amministrativo di grande rilievo. «Parliamo di una fortezza imponente, inserita in un disegno politico e militare preciso. Scigliano non era marginale: era un punto nevralgico per il controllo della valle», sottolinea Crispino.
Il terremoto del 1638 e gli eventi sismici successivi compromisero gravemente la struttura, contribuendo a cancellarne progressivamente l’aspetto originario e alimentando nei secoli un alone di incertezza storica. È proprio per colmare questo vuoto che Crispino ha intrapreso un lavoro sistematico di analisi delle fonti ufficiali. «Abbiamo lavorato giorno e notte sulle fonti, incrociando dati e riferimenti. La svolta è arrivata quando siamo riusciti a individuare un dettaglio pittorico rarissimo conservato nelle sale dei Musei Vaticani», spiega.
L’immagine proviene dalla celebre mappa “Calabria Citerior” realizzata tra il 1580 e il 1583 dal cartografo Ignazio Danti. In essa è raffigurato il Castello di Scigliano con torri merlate, mura possenti e archi maestosi, offrendo una rappresentazione chiara e documentata della sua configurazione originaria. «Vedere il castello rappresentato in quella mappa è stato emozionante. È la prova che la nostra fortezza aveva un ruolo riconosciuto e una struttura ben definita. Non è una suggestione, è storia documentata», racconta.
Anche il passaggio istituzionale è stato raccontato in prima persona dallo stesso imprenditore: «Il 27 gennaio 2026 ho consegnato personalmente le mappe e tutta la documentazione alla Soprintendenza delle Belle Arti di Cosenza. Il valore storico è stato riconosciuto e a breve verrà posto un Vincolo storico per tutelare e valorizzare questo patrimonio unico». Un passaggio che segna l’inizio di una fase nuova, fondata su basi ufficiali e su una prospettiva concreta di tutela.
Il progetto “Glamping Castello Scigliano” nasce proprio dall’intento di unire tutela storica e sviluppo sostenibile. L’idea è quella di creare un’esperienza di ospitalità immersiva che valorizzi il contesto naturale e culturale, trasformando l’area in un attrattore turistico capace di generare economia e occupazione. «Non vogliamo solo recuperare un monumento. Vogliamo restituire identità e orgoglio a un territorio che ha ancora molto da raccontare», afferma Crispino.
Il lavoro di ricerca, intanto, continua. «Scigliano ha ancora tantissimi segreti da svelare e presto li renderemo pubblici». Quella che era considerata una pagina sbiadita della storia sta tornando a vivere, non solo come memoria del passato ma come progetto di futuro condiviso.






