“Prossimamente nel nostro territorio assisteremo al cambio di varie postazioni di comando, distribuzioni di presidenze e poltrone di enti pubblici o partecipati. I Leaders politici del nostro territorio sono impegnatissimi nella spartizione tra i loro tirapiedi delle presidenze e direzioni di vari Enti. Le capacità professionali ed amministrative di molti di questi Top Manager adotta la meritocrazia come un optional rispetto a quella dell’essere sudditi al politicante di turno” afferma Luca Mancuso di Fenailp Imprese Crotone. “Questo modo di operare ha bloccato sempre lo sviluppo civile ed economico di questa città. Tutto fa presagire che si voglia continuare col nefasto sistema clientelare e partitocratico che ha rovinato Crotone e l’Italia. E’ evidente anche ad un cieco, infatti, che la crisi economica che morde la nostra città è aggravata da una crisi morale e di sistema che ha radici lontane almeno 50 anni”.
“Certamente la mortificazione della meritocrazia – continua Mancuso – ha una lunga storia e a Crotone come in tutta Italia, è imputabile alla malapolitica, che ha costantemente anteposto gli interessi elettoralistici, personali e di bottega al bene comune. Da troppi anni la società, ha rifiutato di premiare, stimolare e apprezzare gli individui più capaci. Osservando la questione economica da semplice ‘uomo della strada’, e non rivestendo certamente i panni di economista, che non mi spettano, penso che per uscire dalla crisi economica debbano essere valorizzate al massimo, in ogni campo, le capacità professionali ed i meriti. Affidando, invece, Enti e amministrazioni varie ad incompetenti si ottiene solo il pessimo uso delle risorse, l’inadeguato sfruttamento delle potenzialità, lo spreco di denari pubblici, l’aumento della già pesantissima macchina burocratica. Ciò è quanto si è verificato, purtroppo, e continua a verificarsi. E’ fuori dubbio, infatti, che le spese inutili, pagate con le tasse e quindi, con i quattrini sottratti alle tasche dei cittadini e delle imprese tolgono milioni di euro dal circuito economico ed arricchiscono solo pochi privilegiati. Perciò sarebbe necessaria una riforma della pubblica amministrazione che prevenga o, almeno, renda difficile la malversazione del patrimonio pubblico”.




