«È un percorso cominciato un anno fa. L’Italia ha la cultura della tutela del patrimonio, una legislazione molto antica, è un modello ma ha perso terreno sulla valorizzazione. Siamo quindi intervenuti con la riforma dividendo le funzioni di tutela dalle funzioni di valorizzazione. Il quadro trovato un anno e mezzo fa era con i musei statali che non esistevano giuridicamente, erano uffici diretti da un funzionario senza autonomia contabile nè nessuna capacità decisionale nè statuto o bilancio. Oggi le Soprintendenze si occuperanno solo di tutela del territorio mentre ogni museo avrà una sua autonomia. Dentro questo percorso abbiamo scelto di immaginare un percorso alternativo». Così il ministero per i Beni culturali, Dario Franceschini, durante la presentazione dei nuovi direttori dei 20 musei autonomi, alla presenza del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Tra loro anche Carmelo Malacrino, 44 anni, archeologo e architetto, nato a Catanzaro, che è il nuovo direttore del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Malacrino è un ricercatore dell’Università Mediterranea di Reggio. «I 20 musei avranno autonomia contabile, amministrativa con entrate proprie, autonomia gestionale. Ci mettiamo così sulle linee indicate da decenni come punto di riferimento. Colmiamo un ritardo superando molti altri paesi mettendo una freccia di sorpasso – ha aggiunto Franceschini -. È la prima volta di una selezione pubblica per 20 direttori dei più grandi musei ed è davvero la prima volta che un argomento così abbia interessato l’opinione pubblica invece che restare un argomento di nicchia. Oggi abbiamo fatto una riunione con i direttori dove abbiamo presentato loro la situazione e da dove si parte». L’Italia «è diversa da altri Paesi, ha la sua forza nel suo sistema. Se valorizzeremo l’autonomia con la forza del sistema non c’è museo che regga il confronto: l’Italia è il Paese dei mille borghi e dei 4mila musei», ha concluso il ministro.




