
Cirò – “Commemoriamo i giovani militari abbandonati al loro destino, morti per la Patria in seguito all’affondamento del sommergibile Remo nel 1943 al largo di Punta Alice. Nemmeno una corona di fiori in tutti questi anni”, racconta il dotto storico e avvocato Roberto Falvo, da anni impegnato a far luce su questa tragica vicenda.
Il sommergibile Remo, partito da Napoli il 15 luglio 1943 con 61 giovani militari a bordo e al comando del Capitano di Corvetta Salvatore Vassallo, dopo aver costeggiato l’intera litoranea di Cirò venne colpito alle 18:30 da uno dei quattro siluri lanciati dal sommergibile inglese United, mentre navigava in superficie. Il siluro centrò il battello nel mezzo, facendolo affondare in pochi minuti a circa 1500 metri di profondità, nel punto di latitudine 39°19’N e longitudine 17°30’E, a 25 miglia dalla costa. Solo quattro uomini si salvarono: tre erano sulla plancia – tra cui il comandante Vassallo – e uno, il sergente Dario Cortopassi, riuscì a risalire dalla camera manovra. Tutti gli altri, 57 giovani marinai, non furono mai ritrovati.
L’avvocato Falvo lancia un appello alle istituzioni e alle associazioni affinché venga istituita una giornata di commemorazione in mare, per rendere omaggio a queste giovani vite spezzate. Il Remo e il suo gemello Romolo erano gli unici due sommergibili della classe “R” – inizialmente prevista in dodici unità – completati e messi in servizio prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943. La costruzione era stata affidata a tre cantieri: sei battelli ai Cantieri TOSI di Taranto, tre ai C.R.D.A. di Monfalcone (GO) e tre ai Cantieri OTO di Muggiano (SP), con la massima urgenza data l’esigenza di trasporto bellico.
I primi due battelli, Remo e Romolo, furono completati in meno di un anno, mentre gli altri, ancora sugli scali, vennero successivamente requisiti dai tedeschi ma mai completati. Il Remo era stato impostato nei cantieri TOSI il 5 settembre 1942, varato il 28 marzo 1943 e consegnato alla Marina Militare il 19 giugno dello stesso anno. La sua fu una storia brevissima, come quella dei giovani uomini che lo componevano: poche ore di navigazione prima di essere inghiottito per sempre dal mare.




