
Cirò – Dalla Calabria al mondo, passando per le stanze della scienza e della storia. Luigi Lilio, nato a Cirò intorno al 1510, è il genio che ha cambiato per sempre il modo in cui l’umanità misura il tempo. Astronomo, medico e studioso di eccezionale intuizione, Lilio è l’autore della riforma che portò alla nascita del calendario gregoriano, ancora oggi in uso in gran parte del pianeta.
Alla fine del XVI secolo, il calendario giuliano – in vigore dal 46 a.C. – accumulava uno scarto di quasi tre giorni ogni quattro secoli, con conseguenze dirette sulla data dell’equinozio di primavera e sulla celebrazione della Pasqua. Lilio studiò a fondo il problema, trovando una soluzione tanto semplice quanto geniale: mantenere l’anno bisestile ogni quattro anni, ma escludere quelli secolari non divisibili per 400. In questo modo si eliminava la deriva temporale, assicurando un allineamento più stabile con il ciclo solare. Parallelamente introdusse un nuovo sistema per il calcolo delle epatte lunari, utile a determinare con precisione la data delle feste mobili.
Il suo progetto, racchiuso nel “Compendium novae rationis restituendi kalendarium”, fu presentato nel 1577 dal fratello Antonio alla commissione pontificia. Difeso con forza dal gesuita Christophorus Clavius, il sistema liliano venne approvato e ufficializzato da papa Gregorio XIII con la bolla Inter gravissimas del 24 febbraio 1582. La riforma entrò subito in vigore nei territori cattolici: al 4 ottobre seguì direttamente il 15 ottobre 1582, cancellando dieci giorni per riallineare il calendario.
La novità non mancò di suscitare polemiche. Alcuni astronomi protestanti, come Michael Maestlin, criticarono il calendario gregoriano definendolo artificiale, ma personalità del calibro di Tycho Brahe e Johannes Kepler ne riconobbero la validità scientifica. L’efficacia della riforma è dimostrata dal fatto che, a distanza di oltre quattro secoli, il calendario gregoriano è ancora il riferimento mondiale.
L’opera di Luigi Lilio assume un rilievo ancora maggiore se si pensa che fu realizzata senza strumenti moderni, basandosi sulle antiche Tavole Alfonsine e su calcoli matematici di altissimo livello. Oggi Cirò ne custodisce il ricordo con orgoglio, celebrando un figlio illustre capace di “dominare il tempo” e di imprimere la propria visione nella storia universale. Un’eredità riconosciuta anche in ambito internazionale: il suo nome è inciso sulla Luna, in un cratere, e su un asteroide, a testimonianza di un lascito che continua a viaggiare oltre i confini del tempo e dello spazio.
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