
Introduzione
Ci sono momenti della vita in cui le parole non bastano. Quando una donna arriva dopo aver subito violenza, spesso porta con sé silenzi troppo pesanti, emozioni che non trovano forma, ferite che sembrano impossibili da raccontare.
In questi spazi difficili, l’arte diventa un rifugio, un linguaggio, un respiro.
Dal 2011 l’Associazione Libere Donne di Crotone apre le porte dell’arteterapia a chi ha bisogno di ritrovarsi. Un laboratorio dopo l’altro, l’arte offre strumenti per rimettere ordine, per leggere il proprio dolore e per trasformarlo in un percorso di dignità, presenza e coraggio.
È un cammino che non promette scorciatoie: promette possibilità.
Come afferma la Presidente Caterina Villirillo, che da anni accompagna con fermezza e delicatezza ogni percorso:
“I laboratori non sono solo attività creative: sono spazi dove ci si incontra, si parla, si ricomincia a credere in sé.
Da noi arrivano persone spente, spesso convinte di non valere, e insieme lavoriamo per restituire dignità e forza interiore.
L’arteterapia è un modo per rimettersi in gioco, un passo alla volta.”
L’arteterapia come strumento di cura e recupero
L’arteterapia è molto più del semplice “fare arte”.
È un processo che integra emozioni, corpo e mente, permettendo a chi ha subito violenza di:
• esprimere ciò che non riesce a dire, liberando il carico emotivo in forme non verbali;
• recuperare fiducia e autostima, scoprendo di poter creare qualcosa di bello e significativo;
• rielaborare traumi e paure, trasformando i segni del dolore in simboli di consapevolezza;
• trovare un dialogo con sé stessi, attraverso colori, forme, materiali;
• sperimentare relazioni sicure, condividendo uno spazio protetto, non giudicante;
• sviluppare resilienza, rafforzando la percezione del proprio valore e delle proprie risorse interiori.
Chi partecipa ai laboratori spesso scopre un modo di raccontarsi che non aveva mai conosciuto. Disegni, collage, piccoli manufatti, lavori di riciclo creativo: ogni oggetto diventa un frammento di storia che si riaccende.
L’arteterapia, per chi ha subito violenza, è un ponte: unisce ciò che è stato spezzato e prepara il terreno per una nuova narrazione di sé.
Conduce fuori dall’isolamento, aiuta a leggere le emozioni senza paura e, soprattutto, restituisce dignità.
La Bambola “La Rinascita”: quando un manufatto diventa messaggio
Tra i progetti nati all’interno dei laboratori, la Bambola “La Rinascita” rappresenta forse la testimonianza più intensa del valore dell’arteterapia.
Realizzata interamente a mano, con materiali di riciclo e donazioni esterne, prende vita dalle mani di donne che stanno ricostruendo la propria storia.
Ogni punto, ogni filo, ogni cucitura è un gesto che cura.
Un gesto che ricorda che ciò che è stato strappato può trovare una forma nuova.
La bambola è disponibile solo tra novembre e marzo, un tempo necessario perché ogni creazione rispetti i ritmi umani e profondi del laboratorio.
Non è mai identica a un’altra, perché non lo sono le storie delle donne che la realizzano.
Acquistarla significa:
• sostenere i percorsi di accoglienza, ascolto e protezione dell’associazione;
• contribuire ai laboratori terapeutici che offrono strumenti di recupero emotivo;
• dare valore concreto a un progetto che parla di coraggio e di rinascita;
• diventare parte della rete che combatte la violenza con gesti reali, quotidiani, possibili.
La bambola è un simbolo di tutte le donne che non hanno più voce e di quelle che, grazie al supporto dell’associazione, stanno imparando a usarla di nuovo.
È la dimostrazione che l’arteterapia non è solo cura individuale, ma anche gesto collettivo, ponte tra chi crea e chi sostiene.
Perché sostenere l’arteterapia significa sostenere la vita
L’arteterapia non elimina il dolore: lo accompagna.
Aiuta a guardarlo senza esserne travolti, a riconoscere i frammenti che meritano di essere salvati e quelli che si possono lasciare andare.
È un modo per insegnare a chi ha vissuto la violenza che il proprio valore non è perduto, che il futuro può ancora nutrire possibilità.
In un mondo che spesso chiede alle vittime di “andare avanti”, Libere Donne offre un’alternativa:
prendersi il tempo necessario per guarire, con strumenti che parlano al cuore e alla mente insieme.
L’arteterapia è un diritto alla bellezza, alla dignità, alla presenza.
È una risposta concreta alla violenza, perché ricostruisce ciò che la violenza ha cercato di distruggere: la fiducia, il senso di sé, la capacità di immaginare una vita nuova.
Ogni laboratorio di arteterapia è un luogo in cui le donne imparano che non sono sole.
Ogni bambola, ogni creazione, ogni colore steso su un foglio è un passo verso la libertà.
Sostenere l’arteterapia significa credere nella possibilità di rinascere, in qualunque momento della vita.
L’associazione Libere Donne continua ogni giorno a tessere questi percorsi con professionalità, rispetto e umanità.
Ma per continuare a farlo, ha bisogno del sostegno di ciascuno di noi.
Acquistare la Bambola “La Rinascita”, condividere il progetto, scegliere di essere presenti: sono gesti semplici che generano un impatto profondo.
Perché l’arte, quando cura, non guarisce solo chi la crea, ma anche chi la accoglie.




