
San Nicola dell’Alto (KR), 4 gennaio 2026 – Nel tardo pomeriggio di oggi, alle ore 18:48:15 (ora italiana), un terremoto di magnitudo ML 3.7 ha interessato il territorio del Crotonese, con epicentro localizzato a circa 1 km a sud-est di San Nicola dell’Alto (KR). L’evento è stato rilevato e localizzato dalla Sala Sismica INGV di Roma, che monitora in tempo reale l’attività sismica sul territorio italiano.
Secondo quanto riportato dalle agenzie di cronaca che si basano sui dati INGV:
- Magnitudo: ML 3.7
- Epoca: 4 gennaio 2026, 18:48:15 (UTC +1)
- Epicentro: circa 1 km a sud-est di San Nicola dell’Alto (KR)
- Coordinate geografiche: 39.2815° latitudine – 16.9903° longitudine
- Profondità ipocentrale: ~32 km sotto il livello del suolo
- Localizzatore: Sala Sismica INGV – Roma
Questi dati completano le informazioni raccolte da fonti di monitoraggio sismico, che riportano coordinate, magnitudo e profondità rilevate da strumentazione professionale gestita dall’INGV.
La scossa principale è stata seguita da almeno due repliche di entità inferiore nell’arco di pochi minuti:
- Magnitudo ML 2.0 alle 18:52:55, epicentro 1 km a sud di San Nicola dell’Alto, profondità ~36 km, coordinate 39.2787° – 16.9780°
- Magnitudo ML 2.3 alle 18:53:43, epicentro 1 km a sud-est di San Nicola dell’Alto, profondità ~32 km, coordinate 39.2810° – 16.9850°
Questa sequenza rientra nel fenomeno noto come sciame sismico, ovvero una serie di terremoti ravvicinati in spazio e tempo attorno a un evento principale.
La scossa principale è stata percepita distintamente in diversi centri abitati del Crotonese, suscitando allarme tra la popolazione locale. Nonostante la magnitudo relativamente significativa per la zona, al momento non sono stati registrati danni a persone, edifici o infrastrutture. Le autorità competenti, Protezione Civile e organismi di monitoraggio, rimangono comunque in stato di vigilanza per eventuali sviluppi successivi.
La Calabria è una delle regioni italiane con maggiore attività sismica storica e moderna, dovuta alla complessa geologia dell’Appennino meridionale e alla vicinanza di faglie attive nel substrato terrestre. Eventi di magnitudo tra 2 e 4 sono comuni e, pur essendo chiaramente avvertibili dalla popolazione, rappresentano in genere scosse di bassa-media intensità che raramente causano danni significativi.
L’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) continua a monitorare in tempo reale l’attività sismica dell’area, aggiornando costantemente i dati disponibili per tecnici, istituzioni e cittadini. In questi casi la Protezione Civile suggerisce di:
- Avere un piano di emergenza familiare in caso di eventi sismici ripetuti
- Conoscere le norme di comportamento sicuro durante un terremoto
- Segnalare eventuali danni o anomalie strutturali alle autorità locali




