
Negli ultimi giorni, la commercializzazione di una bambola legata all’autismo ha suscitato polemiche e dibattiti sui social. C’è chi l’ha criticata come etichettante, ma le associazioni che operano quotidianamente con bambini e ragazzi nello spettro autistico offrono un’altra prospettiva.
Secondo l’Associazione Voglia di Vincere – Sportello Amico Autismo di Torre Melissa, queste iniziative rappresentano un’occasione per educare alla diversità fin dalla prima infanzia. “Se c’è un aspetto positivo”, spiega la presidente dell’associazione, “è la possibilità di insegnare ai bambini che esistono compagni con modalità diverse di comunicare, relazionarsi e vivere il mondo, e che questo richiede attenzione, empatia e rispetto”.
L’associazione sottolinea anche l’importanza della professionalità dietro progetti come questo. “Quando nasce un’idea educativa, non è mai casuale: pedagogisti, educatori e professionisti competenti studiano il modo migliore per trasmettere un messaggio inclusivo, basato su conoscenza e responsabilità”, aggiunge.
Per rendere il messaggio più positivo e concreto, l’associazione propone di usare bambole con magliette colorate nei colori dell’arcobaleno, a rappresentare la diversità. All’interno di questo arcobaleno, un colore particolare, il celeste, può indicare alcune caratteristiche come l’autismo, accompagnato da semplici accortezze da conoscere sin da piccoli, tra cui:
cuffiette antirumore per proteggere dai suoni forti o improvvisi,
rispetto dei tempi e dei ritmi di ciascun bambino,
uso di un linguaggio chiaro e semplice,
incoraggiamento alla solidarietà e alla cura verso l’altro.
“Educare i bambini al rispetto delle differenze non significa etichettare, ma costruire basi solide per una società più giusta, consapevole e accogliente”, conclude la presidente. “Il colore celeste diventa così un simbolo positivo: aiuta a comprendere che l’autismo è parte della nostra comunità e che, con le giuste attenzioni, tutti possiamo crescere insieme in empatia e solidarietà”.
Questa iniziativa, secondo l’associazione, può trasformarsi in uno strumento educativo concreto, capace di stimolare empatia e inclusione già dall’infanzia, valorizzando la diversità come risorsa e non come limite.




