
Cirò- Dopo la pausa estiva, riprende il cammino di San Nicodemo Abate di Cirò, un lungo itinerario a piedi di circa quindici chilometri, che parte dalla sua casa natia in zona Portello, oggi chiesa omonima, fino alle località Coppa- Mordace, dove il padre Teofano lavorava la terra e, dove San Nicodemo, fece i primi miracoli dell’acqua e del vino.
Dopo 1126 anni dalla sua nascita, ancora oggi è visibile la roccia scavata con le sue mani, per cercare acqua durante un giorno d’estate, quando il padre restando senza, lo mandò a cercarla nella gola, tra le due colline di Coppa Mordace. San Nicodemo da ragazzino scavò una piccola cavità nella roccia, infilò dentro tre dita in diverse direzioni da cui fece sgorgare acqua. Al di fuori della cavità sempre con un dito tracciò una serpentina poca profonda attraverso cui l’acqua, una volta riempita la cavità, usciva fuori.
Dopo anni di abbandono visto l’impervia zona, grazie ai racconti degli anziani, soprattutto Salvatore Cariati e Fedele Arcuri, custodi delle tradizioni millenarie tramandate da generazioni, nel 2004 fu rinvenuta da uno storico locale la roccia completamente ricoperta da fango e roccia, caduta nei secoli sopra di essa. Una volta ripulita è emersa in tutto il suo splendore quella che oggi si conosce, come la fontana di San Nicodemo.
Tutti gli anni dal 2004 in poi, nel giorno della sua nascita, avvenuta a Cirò il 12 Maggio del 900, i fedeli e l’associazione “Il Cammino di San Nicodemo Abate di Cirò”, si recano in pellegrinaggio lungo questo spettacolare paesaggio, tra natura incontaminata di flora e fauna mediterranea, immersa tra grotte rupestre, ruscelli zampillanti, canti d’uccelli, Canyon spettacolari, piante rare, massi e graniti giganti che a volte ne ostruiscono il cammino, in un’area dove si respira, serenità pace e santità.
Un percorso che ognuno, almeno una volta nella sua vita, dovrebbe fare per ritrovare e contemplare la pace interiore e condividere quei posti che furono del nostro santo Patrono.









