
Dopo il passaggio del ciclone Harry che il 20 gennaio scorso ha colpito duramente Calabria, Sicilia e Sardegna causando ingenti danni a infrastrutture, abitazioni e territori già fragili, arriva la risposta della Commissione europea alla richiesta di intervento avanzata dagli europarlamentari del Movimento 5 Stelle Pasquale Tridico e Giuseppe Antoci.
I due esponenti pentastellati avevano infatti scritto alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al commissario per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, per sollecitare l’attivazione del Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea (FSUE) a sostegno delle popolazioni colpite dal violento evento meteorologico.
La risposta della presidente von der Leyen, datata 12 marzo 2026, conferma la vicinanza dell’Unione europea ai territori interessati e chiarisce quali strumenti siano disponibili per affrontare le conseguenze delle calamità naturali. Nella lettera viene infatti specificato che il Fondo di Solidarietà può essere attivato solo su richiesta formale dello Stato membro interessato – in questo caso l’Italia – entro un termine massimo di 12 settimane dalla data in cui si è verificato il primo danno.
La richiesta deve inoltre dimostrare che i danni diretti superano le soglie previste dal regolamento europeo per poter accedere alle risorse del fondo. La presidente della Commissione ha anche ricordato che, nell’ambito della politica di coesione europea destinata alle tre regioni colpite, sono già disponibili circa 352 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per interventi legati alla prevenzione e alla gestione dei rischi derivanti da catastrofi naturali. Di queste risorse, 156 milioni di euro risultano ancora non assegnati e potrebbero essere mobilitati.
Secondo Tridico e Antoci, la risposta dell’Europa rappresenta un segnale positivo ma al tempo stesso chiama in causa direttamente il governo italiano. «La Commissione europea – sottolineano – ha confermato che gli strumenti esistono e che le risorse sono disponibili. Ora la responsabilità di attivare la procedura spetta esclusivamente al governo nazionale».
Gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle evidenziano come il tempo a disposizione sia limitato e che le 12 settimane previste dal regolamento europeo stiano rapidamente trascorrendo. «Ogni giorno di ritardo – affermano – è un giorno sottratto alle famiglie e alle comunità di Calabria, Sicilia e Sardegna che attendono interventi concreti per la ricostruzione e il ripristino delle infrastrutture».
Da qui l’appello al governo guidato da Giorgia Meloni affinché presenti al più presto la richiesta ufficiale a Bruxelles. «Non è accettabile – concludono Tridico e Antoci – che risorse europee potenzialmente disponibili restino inutilizzate. I territori colpiti dal maltempo hanno bisogno di fatti e di risposte immediate, non di ulteriori rinvii».



