
Concluso il percorso “Memoria e impegno” di Libera Crotone: i detenuti leggono i nomi delle donne uccise dalle cosche ed espongono opere in riso e colori.
CROTONE, 23 marzo 2026 – Si è svolto questa mattina, presso la Casa Circondariale di Crotone, l’evento conclusivo del percorso “Memoria e impegno”, l’iniziativa promossa dal coordinamento provinciale di Libera Crotone in preparazione alla Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Un momento di straordinaria densità civile che ha visto i detenuti protagonisti di un rito collettivo di riscatto e testimonianza.
Il percorso, articolato in quattro incontri e coordinato dal referente di Libera Antonio Tata insieme a Antonella Marazziti e Umberto Ferrari, ha permesso ai partecipanti di confrontarsi con storie di profonda dignità, come quella di Vincenzo Chindamo, fratello di Maria (vittima di lupara bianca), e l’esperienza nel sociale di Pino De Lucia (Agorà Kroton).
Il Messaggio del Garante Regionale
Di particolare rilievo il messaggio inviato dall’avv. Giovanna Francesca Russo, Garante regionale dei diritti delle persone detenute: «Nessuno dentro un carcere è il male che si presume abbia commesso, ma è la persona che ha l’opportunità di scegliere da che parte stare». Un richiamo potente alla “seconda possibilità” che il carcere, come presidio di civiltà, deve garantire.
La Memoria nelle voci e nell’arte
Il culmine della mattinata è stata la lettura dei nomi delle donne vittime di mafia. I detenuti hanno prestato il proprio fiato a madri, sorelle e figlie le cui vite sono state recise dalla violenza criminale. Accanto alla parola, lo spazio è stato dato all’arte: sono state esposte tre opere realizzate dai detenuti con cartoncino, riso colorato e simboli primaverili. Tra queste, un cuore spezzato per denunciare la violenza sull’umanità e un omaggio agli orfani delle mafie, simboli di una riflessione profonda sul dolore causato dalle scelte criminali.
Scuola e Istituzioni: una sinergia per il riscatto
L’evento ha visto la partecipazione corale delle istituzioni dell’esecuzione penale: il Dr. Rocco Scicchitano (Direttore Uiepe Calabria), la Dr.ssa Adele Battigaglia (Direttore Ulepe Crotone), il Primo Dirigente Salvatore Opipari e il Comandante Claudio Caruso. Fondamentale la presenza dei docenti del CPIA, il cui impegno quotidiano trasforma il tempo della reclusione in uno spazio di crescita critica e istruzione.
In chiusura, la direttrice della Casa Circondariale, dott.ssa Mariastella Fedele, ha ringraziato Libera Crotone per l’apporto dato in virtù del protocollo d’intesa stilato con l’associazione: «Uno strumento che permette di trasformare la pena in un cammino di autentica ricostruzione morale».
L’iniziativa ha dimostrato che la memoria non ha sbarre e che, attraverso la cultura e l’impegno, è possibile gettare un ponte tra la colpa e la speranza.




