I finanzieri, al termine dell’operazione “Due mari”, che a fine giugno scorso ha consentito di sgominare un’organizzazione impegnata nel traffico internazionale di stupefacenti, hanno eseguito dei complessi accertamenti economico-patrimoniali finalizzati alla confisca di beni, arrivando oggi al sequestro di beni immobili, rapporti bancari, quote societarie e di una attività economica per un valore stimato in circa 270 mila euro. Il provvedimento colpisce due delle persone già indagate e arrestate il 30 giugno di quest’anno, titolari a vario titolo di un patrimonio giudicato dagli investigatori come sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati dagli stessi. I sigilli sono scattati in particolare tra il reggino e la provincia di Roma. “Anche con questa operazione – spiegano le fiamme gialle – si conferma, dunque, il ruolo centrale della Guardia di finanza, quale polizia economico-finanziaria, nel contrasto alle accumulazioni patrimoniali illecite garantendo così un aggressione a 360 gradi della criminalità organizzata colpita non solo sotto l’aspetto prettamente criminale, mediante sanzioni di carattere personale, ma anche e soprattutto mediante l’aggressione dei patrimoni illeciti frutto dell’attività criminosa andando così a minare la sopravvivenza dell’organizzazione”.
Crotone, oltre 250 grammi di cocaina in casa: scatta l’arresto per un giovane
La Polizia di Stato ha tratto in arresto, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica...




