
Cirò – A quattro anni dalla sua scomparsa a causa del Covid, Cirò ha ricordato uno dei suoi figli più illustri, il dirigente scolastico Giovan Francesco Sculco, attraverso la presentazione del libro “Vita di Gianni”, scritto dalla sorella Anna Sculco e organizzata dall’associazione Lions Club Krimisa sul belvedere del Palazzo dei Musei.
Uomo di immensa cultura, Sculco si era spento a Bastia Umbra (Perugia) all’età di soli 68 anni, dove lavorava presso l’Istituto Serafico Pluriminorati di Assisi. “La sua era stata una vita dedicata alla scuola e ai giovani – ha raccontato l’autrice –. Mio fratello ha vissuto nel buio, ma ha sempre donato luce agli altri. Cieco sin dall’infanzia a causa di una rara malattia, era molto legato alla famiglia e tornava a Cirò durante le vacanze estive. Gentile, rispettoso, i suoi discorsi erano perle di saggezza e cultura: di lui resteranno i preziosi insegnamenti, la generosa amicizia, la vasta conoscenza e l’umanità per cui si è speso fino all’ultimo giorno”. Operato da bambino a New York da un grande specialista, aveva riacquistato la vista da un occhio, ma un incidente in bicicletta lo privò per sempre di quella possibilità.
“Chiunque legga questo libro – ha proseguito Anna Sculco – scoprirà una persona eccezionale, che ha dedicato la vita ad aiutare i più disagiati, preparatissimo in molti campi del sapere, capace di affrontare con coraggio politici e religiosi che non comprendevano o non sostenevano le sue battaglie per i più deboli”. “Ringraziando i Lions e il pubblico, il sindaco Mario Sculco ha espresso il desiderio che ciascuno potesse portare con sé un ricordo di suo fratello”. La presidente del Lions Club Cirò Krimisa, Orsola Siciliani, ha sottolineato come “il lato umano, la bontà d’animo e l’apertura verso i deboli siano il ricordo più forte che Gianni ha lasciato”. Serafina Sammarco, Past President dei Lions, ha definito la storia di Gianni “meravigliosa, intensa e priva di barriere”, evidenziando il forte legame con la sorella.
L’autrice ha ricordato l’amore del fratello per la pedagogia, la filosofia e la spiritualità: “Era un saggio, ricercava lo scopo della vita e della vita dopo la morte, sentiva di vivere un disegno divino. Amava i più deboli e si prodigava per gli altri, arrivando ad adottare otto bambini africani in segreto. Era un punto di riferimento per la famiglia, amava la musica, la cucina e viveva una profonda fede: la sua energia resta in chi lo ha amato”. Tra le testimonianze è emerso un messaggio unanime: intitolare a Gianni Sculco una scuola, un ente o una via, in segno di riconoscenza per il lustro dato alla sua terra. A concludere la serata, la presidente della X Circoscrizione Distretto 108Ya, Filomena Zungri, ha definito l’evento “emozionante, arricchente e segno della grande luce di Dio, di cui Gianni è stato una scintilla”.






