
Nella notte di Capodanno, mentre tutto spingeva a fuggire e mettersi in salvo, c’è chi ha scelto di restare. È la storia di Paolo Campolo, protagonista di un gesto di straordinario coraggio che ha salvato dieci vite durante l’incendio di un locale a Crans-Montana, in Svizzera.
A raccontarla è stato il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, con un post carico di emozione e orgoglio, che ha acceso i riflettori su un atto di umanità autentica, compiuto lontano dai riflettori ma destinato a restare.
Di fronte alle fiamme che avvolgevano il locale, al fumo denso e al panico generale, Paolo non ha pensato al tempo che scorreva né al pericolo imminente. Ha notato una porta di emergenza che non si apriva e ha intuito che dietro quella barriera c’erano persone intrappolate. Insieme a un altro uomo, l’ha forzata con determinazione fino a farla cedere.
Da quel momento, la scena è diventata drammatica: giovani ustionati, intossicati dal fumo, che crollavano all’esterno chiedendo aiuto. Ma Paolo non si è fermato all’apertura di quella porta. È entrato nel locale in fiamme. Poi è rientrato ancora. E ancora.
A mani nude, senza protezioni e senza pause, ha trascinato fuori più persone possibile, sfidando il fuoco e il fumo, fino a quando le forze glielo hanno consentito. Grazie a lui, dieci vite sono state strappate a una tragedia che poteva trasformarsi in un bilancio ben più grave.
Oggi Paolo Campolo è ricoverato a Sion per le ferite riportate durante il salvataggio. Le sue condizioni sono sotto controllo e guarirà. Ma il gesto che ha compiuto resta, scolpito nella memoria di chi è stato salvato e di un’intera comunità che oggi si riconosce nel suo esempio.
Perché, come ha ricordato il presidente Occhiuto, il coraggio vero non fa rumore.
Si riconosce solo quando, nel momento peggiore, qualcuno decide di non andarsene.




