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L’associazione #IoResto avvia il progetto: “una scuola itinerante per restare”, tappa al borgo di Melissa e al Parco archeologico di Acerenthia

A comunicarlo è Giovanni Pitingolo Presidente #IoResto

La Redazione

Crotone, martedì 14 Luglio 2020.

Il borgo di Melissa ed il
Parco archeologico che conserva le rovine della città bizantina di Acerenthia,
sono state le prime tappe del progetto di una scuola itinerante “per restare”
promosso dall’associazione di Crotone #IoResto.

Una scuola itinerante per dare
voce e per riportare in vita i borghi, preservare il patrimonio paesaggistico e
culturale dei piccoli centri, far conoscere ai più piccoli  gli antichi mestieri e botteghe, con
l’obiettivo di trasmettere i saperi tramandati dal nostro territorio, ma
soprattutto condividerli.

Una scuola accessibile a
chiunque abbia voglia di parteciparvi, senza porte né finestre. Senza pagelle,
attestati e compiti. Dove aule e banchi sono sostituiti da luoghi di
apprendimento disseminati nei campi, nelle cantine e nelle botteghe del nostro
territorio. E, soprattutto, una scuola che non terminerà mai.

Impareremo dunque a riscoprire
i nostri luoghi madre, a stimolare e supportare gli enti pubblici e privati; ci
sensibilizzeremo alla cittadinanza attiva; ci diseducheremo all’abbandono e
impareremo l’arte della cura: delle radici e dei fiori.

Il progetto, tra i suoi
obiettivi principali, ha quello di riportare in vita i borghi fantasma,
preservare il patrimonio paesaggistico e culturale dei piccoli centri che
subiscono più di tutti il triste fenomeno dello spopolamento.

E’ fondamentale tutelare i
borghi dal punto di vista agricolo, culturale ed enogastronomico. Ogni paese ha
una forte connotazione identitaria, e su questa bisogna puntare per una
ricostruzione e una rivalorizzazione del territorio.

Il progetto, permanente e
itinerante, va alla ricerca di quei luoghi che rischiano di essere abbandonati
in massa e che invece andrebbero riscoperti e valorizzati come veri e propri
gioielli del nostro Paese.

I paesi rappresentano una
grande risorsa e una grande opportunità.

I piccoli comuni possono
essere un luogo dove si possono sperimentare politiche innovative dal punto di
vista civico, sociale ed economico, dove si possono costruire nuove relazioni
con i luoghi e le comunità, dove si può (e si deve) parlare di futuro.

Di sicuro il futuro sarà
ancora costituito da cammini e spostamenti. L’etica della restanza indica la
strada per costruire un futuro contro l’impoverimento culturale e per erigere
zone di accoglienza da offrire ai viandanti: indica la strada per creare rete,
scambio di saperi, corrispondenze e quindi arricchimento.

Ed è proprio questo che la
scuola chiede in luogo di una quota di partecipazione: un baratto in sapere,
tempo, ospitalità per una restanza felice.

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