L’amarezza nasce dalla consapevolezza che molti bimbi, in futuro, non potranno più crescere attraverso i Suoi preziosi insegnamenti, la Sua estrema umanità, la Sua profonda padronanza delle materie trattate, la Sua immutata passione per il lavoro, la Sua indolente pazienza, la miriade di valori che il Suo spirito conserva e condivide, la Sua assoluta e incessante dedizione, la Sua appassionante dignità di donna, il Suo indomito anelito teso ad abbracciare idealmente ed amorevolmente, con la propria anima, quelle piccole creature.
Ciao Maestra Vittoria, ciao. Adesso ti godrai la tua meritata pensione, curerai i tuoi interessi e quanto hai dovuto trascurare per dedicarti esclusivamente ai tuoi bambini e alla tua amata SCUOLA.
Ciao Maestra, ciao. Ieri i bambini ti hanno voluto salutare con un regalo simbolico delle piccole perle, ognuna di loro simboleggia quei piccoli alunni e ti ricorderà di loro che ti
hanno fatto ridere, arrabbiare a volte dannare per due anni.
Grazie Maestra per aver insegnato le lettere e le letture ai nostri figli, per essere stata una presenza di spessore.
Grazie per essere stata una maestra, una docente di vita e di esperienze prima che di compiti e di doveri.
Grazie per l’affetto che hai donato ai nostri bambini, per le attenzioni e la profonda consapevolezza di ognuno.
Grazie di essere stata vera e sincera con loro sempre,
soprattutto grazie per averli accompagnati per due anni con il tuo massimo impegno.
Ieri tra pizza, canti e balli il saluto: le mamme con la lacrima, i bambini forse meno, lo capiranno a settembre quando in cattedra salirà una nuova maestra per camminare con loro fino alla V.
“A te maestra i tuoi bambini, 16 giugno 2017”




