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Omerta’ e violenza: apriamo gli occhi e spegniamo i cellulari

PerchĂ© dei giovani si sentono autorizzati ad abusare di una bambina, o due ragazze a riprendere l’amica mentre viene stuprata?

La Redazione

crotone, domenica 18 settembre 2016.

cellulareLe notizie che in questi ultimi giorni catturano inevitabilmente la nostra attenzione, sono quelle riferite alle violenze nei confronti dì giovani donne, e a volte, anche di bambine. E Napoli, Rimini e Melito Porto Salvo sono lo scenario dove queste violenze si sono consumate. Violenze apparentemente diverse. Alcune fisiche, altre puntualmente consegnate alla “macelleria” del web, ma accomunate da un unico comune denominatore” il non rispetto della vita altrui”. La cosa piĂą facile da pensare è attribuire tutta la responsabilitĂ  ai social, alla comunitĂ , alla scuola, dimenticando forse che il peso piĂą grosso sulla coscienza, dovrebbe averlo lo Stato.

Tutti i governi che si sono alternati hanno lavorato per ridurre la spesa sociale ai minimi termini. Gli enti locali investono sempre meno in centri di aggregazione o in prevenzione soprattutto della dispersione scolastica, lasciando di conseguenza soli i nostri ragazzi. PerchĂ© dei giovani si sentono autorizzati ad abusare di una bambina, o due ragazze a riprendere l’amica mentre viene stuprata? La risposta è quasi impossibile. Se anche uno di questi giovani invece, avesse trovato un posto dove rivolgersi, un punto di riferimento, un luogo sicuro e rassicurante, molto probabilmente tante sofferenze si sarebbero potute evitare. Ma sin quando i se ed i ma rimarranno tali, la via percorsa e da percorrere, condurrĂ  sempre e solo in un vicolo cieco. Apriamo gli occhi e le nostre coscienze, e spegniamo i computer ed i cellulari, il tempo necessario ad individuare una soluzione. Non sarĂ  facile, ma è tempo che la ragione ed il comune senso di responsabilitĂ  coinvolga tutti coloro che hanno la possibilitĂ  di cambiare le cose.

Pino De Lucia Lumeno
Presidente Cooperativa Sociale AgorĂ  Kroton



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