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Mancato avvio attività aeroporto Sant’Anna la Cgil accusa le Istituzioni

Atteggiamento alquanto confuso del comune di Crotone

Giuseppe Livadoti

CROTONE, domenica 07 gennaio 2018.

 Crotone, Oliverio visita l'aeroporto Sant'AnnaIl mancato avvio dell’attività aeroportuale del Sant’Anna è, senza alcun dubbio, il più grande bluff consumato dalle Istituzioni regionali e dalla società Sacal in questo inizio 2018 ai danni dei cittadini crotonesi. La grande attesa che durava da oltre un anno (fermo dell’attività aeroportuale primo novembre 2016) doveva terminare l’8 gennaio 2018, giorno della ripresa dei voli. Invece, tutti i cittadini ed i comitati a sostegno della ripresa dei voli dal Sant’Anna dovranno continuare a lottare per aver riconosciuto un servizio che esisteva ed è stato soppresso. Tutto ciò perché la Flyservus non ha mantenuto l’impegno sottoscritto. È la solita storia: a Crotone per quanto riguarda i servizi in genere si continua a vivere di annunci che mai si traducono in realtà. A proposito dell’aeroporto la Filt -Cgil Calabria e la Filt-Cgil Crotone hanno dichiarano: “Le responsabilità per la situazione in cui si trova l’aeroporto di Crotone, al di là di quelle del passato più lontano, sono da addebitare in modo prevalente alla Giunta Oliverio e al consiglio di amministrazione della Sacal, oltre all’atteggiamento alquanto confuso del comune di Crotone. E’ inutile fare giri di parole quando i fatti, purtroppo, sono pesanti come macigni ed un vero e proprio pugno nello stomaco dei calabresi”.
“Cosa ha fatto – afferma la Cgil – in questi mesi il Presidente Oliverio e la Giunta regionale per rafforzare il flusso di utenza in vista della possibile riapertura dello scalo crotonese? Quale strategia ha adottato per allargare la fascia di passeggeri necessaria affinché l’aeroporto non fosse solo dei cittadini di Crotone ma si mettesse a disposizione di un’area più vasta? Ha sottoscritto accordi con Trenitalia per garantire un’adeguata frequenza di treni fra la sibaritide e Crotone?” “Ed ancora – ha dichiarato la Cgil – la Sacal ha fatto un accordo commerciale con la compagnia austriaca Flyservus per collegare Roma e Milano Malpensa con due frequenze giornaliere, Bologna con una partenza giornaliera e Londra con voli settimanali. Al di là della compagnia in sé possiamo essere messi a conoscenza se ci sono state interlocuzioni con altre compagnie? Possiamo inoltre sapere che tipo di contratto è stato stipulato fra la Sacal e la Flyservus? Possiamo, cioè, sapere che tipo di contrattazione commerciale è stata svolta in questi mesi e quali soggetti sono stati coinvolti?”
“La Sacal – continua la Cgil – ha partecipato alla gara per la concessione trentennale degli scali di Reggio e Crotone e, come è noto, l’ha vinta presentando un Piano industriale dove, ovviamente, tra le altre cose, la società ha programmato attività industriali di breve, medio e lungo periodo, occupazione, ed altro relativamente ai due scali. Quel Piano che garantiva il futuro degli scali, servito alla Sacal per vincere la gara, è stato cambiato e stravolto. Al sindacato non è stato possibile prenderne visione. Perchè? Cosa prevedeva per Crotone quel misterioso Piano industriale utilizzato dalla Sacal per vincere la lotteria della gara? Il Presidente della Giunta regionale Oliverio, in qualità di socio, ha avuto il Piano originario? E se è stato cambiato lui ne è a conoscenza? Sia se ne era a conoscenza sia se non lo era è responsabile anche solo per il fatto di non avere mai risposto alle nostre pec in merito. La CGIL e la Filt nel 2010 proposero la Società unica di gestione degli aeroporti calabresi perchè consapevoli che tre aeroporti in Calabria potevano essere gestiti solo attraverso una semplificazione societaria ed una diversa strategia industriale. La scelta della Società unica, anche per questo motivo, è necessaria. Ma il punto è come si gestisce un’azienda di trasporto aeroportuale che ha le complessità di una regione come la Calabria. Per questo continuiamo a dire che occorre una gestione competente e manageriale che fino ad oggi non c’è stata ed è stata inadeguata, che non ha dato una prospettiva all’insieme del sistema aeroportuale calabrese e che ha tradito le aspettative che si erano create. Riteniamo, infine, importante che gli errori fin qui fatti non devono essere pagati dai lavoratori e dai cittadini e per questo sosteniamo la mobilitazione per l’apertura dello scalo di Crotone, l’occupazione di tutti i lavoratori e per evitare l’isolamento di un’area importante per la Calabria”.

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