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Associazione Crotone Vuole Volare: si vuole decretare la chiusura definitiva dello scalo Sant’Anna

Si è arrivati al dunque. Dopo innumerevoli farse, dopo innumerevoli promesse e proclami fatti in ogni tempo e in ogni dove, la chiusura dell’aeroporto sembra una cosa imminente

La Redazione

Crotone, sabato 17 febbraio 2018.

Grande l’impegno del presidente della Sacal dott. Arturo De Felice che ha fatto risorgere dalle ceneri l’aeroporto S.Anna da quando ne ha avuto l’affidamento trentennale da parte di ENAC.
Egregio Presidente , preferiamo attenerci al suo reale ruolo di chi è a capo di una Società pubblica privata e non di quello che è stato: un Prefetto.
L’Associazione Crotone Vuole Volare , dopo averLe riposto tutta la fiducia che pensavamo corretta riporre, si trova obbligata a fare alcune considerazioni e purtroppo più di un passo indietro.
PiĂą che far risorgere dalle ceneri, forse di cenere ne ha creato altra:
_ Flyservus non è stata solo un incidente di percorso, tenga presente che nessuna Compagnia vola senza carburante , a tutt’oggi mancano ancora le certificazioni di sicurezza carburante.
La farsa che il giorno della partenza del primo volo della Crotone Calcio è stata messa in piedi con tempesta di neve al seguito, è stata un’offesa ai cittadini di tutta la fascia ionica.
–Al bando di co-marketing non ha partecipato alcuna compagnia non perchĂ© “ il nostro scalo non sia appetibile “ come Lei sostiene, ma perchĂ© nessuna compagnia impegnerebbe il suo capitale con una gestione così poco affidabile e con finanziamenti regionali piĂą volte promessi ma non erogati nei termini.
Vogliamo continuare con le ceneri che in pochi mesi sono state create? O vogliamo soffermarci sulle infinite date che il Presidente della nostra Regione, forte sostenitore della societĂ  unica e in particolar modo della Sacal, ha piĂą volte proclamato come partenza del nostro aeroporto, sostenendo di avere da sempre la Ryanair in tasca!
Sarebbe il caso di finirla e di non ricattare i Comuni in quanto, se non si accolleranno il costo del mantenimento mensile dello scalo di 40.000€, a marzo non verranno riconfermati i contratti dei lavoratori.
I cittadini della fascia ionica e i loro Sindaci non hanno vinto nessun bando trentennale e , fermo restando la disponibilitĂ  dimostrata per far ripartire lo scalo, a differenza di Sacal, non hanno alcun obbligo contrattuale da rispettare.
Si tenga presente che a tutt’oggi l’affidatario della concessione è inadempiente in quanto non ha rispettato i termini fissati nel piano industriale con il quale ha partecipato e vinto detto bando e, fatto ancor più grave, l’ENAC non ha vigilato sull’operato della società di gestione. La regione, infine, non sta assicurando e tutelando la mobilità territoriale.

Di questo dovrete risponderne e per questo l’Associazione Crotone Vuole Volare ha intenzione di inoltrare un esposto alla Procura della Repubblica.
Presidente Oliverio, concludiamo rivolgendoci a Lei, basta date , basta promesse, basta parole, non siamo più disposti ad ascoltarla, si rimbocchi le maniche e faccia il Presidente di tutta la regione; non perda altro tempo in quanto i Tour operator aspettano un riscontro per organizzare i voli charter su Crotone non fidandosi della situazione attuale, visto l’esito della scorsa estate con i voli dirottati su Lamezia.
E che dire di Ryanair , ancora nessuna conferma di una possibile firma di contratto.
Si vuole continuare a fare cenere?

E’ quanto afferma l’Associazione Crotone Vuole Volare.

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One Response to Associazione Crotone Vuole Volare: si vuole decretare la chiusura definitiva dello scalo Sant’Anna

  1. Franco Rispondi

    19 febbraio 2018 at 08:33

    Avete visto? Come ampiamente calcolato, la farsa è arrivata alla sua conclusione…e guarda caso, proprio a ridosso della tornata elettorale!
    E’ vergognoso come delle istituzioni e degli enti non adempiscono agli impegni presi e continuano, come tutte le cose qui in zona, a prenderci in giro impunemente e senza remora alcuna! Non gli importa niente di noi, anzi creano ancora piĂą problemi per poi promettere nelle campagne elettorali, riempendosi la bocca di parole impronunciabili come turismo, crescita, rilancio…
    E poi ci meravigliamo che questa zona va a ritroso e vi attecchiscono le criminalitĂ  piĂą potenti!
    Ma di quale sviluppo parliamo? Qui ci viene leso il diritto alla mobilitĂ , siamo a livelli di terzo mondo, succubi di qualsiasi monopolio costrettoci, in questo caso il trasporto su gomma su una strada killer.
    Che cosa dobbiamo fare per vedere rispettati i nostri diritti? Nemmeno le proteste e manifestazioni smuovono qualcosa. Ci vogliono i fucili?

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