A Firenze Ben Feringa, il “Premio Nobel per la Chimica 2016” invitato dall’Istituto del CNR diretto dal cirotano Vizza

Si è conclusa il 20 luglio, dopo sei intensissimi giorni, la Conferenza Internazionale sulla Chimica Organometallica (ICOMC 2018), organizzata dall’Istituto di Chimica del CNR (CNR-ICCOM) diretto dal cirotano Francesco Vizza. Presenti più di mille delegati provenienti da 42 Paesi. Tra gli speakers Ben L. Feringa, premio Nobel 2016 per la Chimica per gli studi sulle macchine molecolari. Le macchine molecolari – spiega Vizza- sono strutture di dimensioni nell’ordine di pochi nanometri (un miliardesimo di metro), migliaia di volte più piccole del diametro di un capello  e realizzate per compiere attività di vario tipo a livello molecolare: da minuscoli motori per spostare materiale in un organismo a minuscoli muscoli. A Feringa si deve il merito di aver ideato e costruito nel 1999 il primo motore molecolare. Egli trovò il modo di costringere le molecole a girare nelle stessa direzione, mediante luce ultravioletta, invece che caoticamente come avviene di solito. In media, infatti, una molecola gira su se stessa verso destra e verso sinistra lo stesso numero di volte. In un altro incredibile esperimento Feringa è riuscito a spostare un contenitore di vetro di 28 micrometri (28 milionesimi di un metro) con una serie di motori molecolari 10.000 volte più piccoli dell’oggetto spostato. Le macchine molecolari hanno grandi potenzialità in molti ambiti, da quello medico a quello della ricerca di nuovi materiali. Uno degli esempi  più suggestivi è la costruzione di un robot molecolare che può afferrare e collegare tra loro aminoacidi.

La Conferenza Internazionale sulla Chimica Organometallica (Icomc-2018) tenutasi a Firenze, è tornata in Italia dopo trent’anni. Un’occasione unica per presentare tematiche che, partendo dalla ricerca di base sulla chimica organometallica, forniscono avanzamenti in molti aspetti della vita quotidiana. Patrocinato quest’anno dal Comune di Firenze, Cnr, Regione Toscana e Università Firenze, l’Icomc è un convegno a cadenza biennale, con una consolidata tradizione nella comunità scientifica internazionale. Spiega Maurizio Peruzzini, direttore del Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei materiali (Cnr-Dsctm): “accanto alle aree tradizionali oggetto di studio nell’ambito della chimica organometallica, sono stati presentati e discussi i progressi scientifici più rilevanti in settori emergenti quali le applicazioni in medicina, la chimica verde e la catalisi, le macchine molecolari e i nanomateriali”.
A margine di una sessione della conferenza Ben. L. Ferlinga ha spiegato: “questo convegno è anche un’importante occasione per trovare nuove idee per costruire processi green sostenibili per l’industria chimica del futuro e voglio congratularmi con gli organizzatori per questa opportunità”.