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Operazione Stige: scarcerato il 50enne Pietro Vasamì

La Suprema Corte di Cassazione, annulla con rinvio l’ordinanza del Tribunale della Libertà di Catanzaro emessa nei confronti di Pietro Vasamì

La Redazione

Cirò, giovedì 10 gennaio 2019.

Pietro Vasamì nato in Germania, coinvolto nell’Operazione “Stige”, era stato arrestato lo scorso 9 gennaio 2018 in Germania e che era stato tradotto in Italia presso il carcere di Rebbia.
L’Avv. Mariano Salerno, difensore di Pietro Vasamì, ha proposto ricorso per Cassazione contro
l’ordinanza con la quale il Tribunale di Catanzaro, in sede di riesame, ha confermato l’ordinanza dispositiva della custodia in carcere. L’Avv. Salerno, ha sottolineato che il complesso delle conversazioni intercettate e riportate nel provvedimento impugnato, tra l’altro spesso intercorse tra terze persone, non era in alcun modo dimostrativo nĂ© dell’inserimento di Vasamì nella struttura mafiosa di riferimento, nĂ© della consapevolezza dello stesso di far parte di una qualche struttura organizzata, tanto piĂą che la misura cautelare emessa nei confronti del Malena, presunto fornitore del vino imposto ai ristoratori italiani in Germania, era stata annullata.
Del resto, Vasamì era un ristoratore da anni presente in Germania e si comprende il suo interesse alla commercializzazione del vino e nessuno dei collaboratori di giustizia aveva fatto mai il suo nome, né erano state intercettate conversazioni dello stesso direttamente minacciose o intimidatorie, così che a
tutto voler concedere si sarebbe di fronte ad una mera ipotesi di concorso esterno in associazione mafiosa anche in considerazione del fatto che non erano state indicate concrete circostanze dimostrative di una condotta effettivamente agevolativa della intera cosca.
Inoltre l’Avvocato Salerno, ha lamentato in linea generale, l’assenza, nella ordinanza resa dal Giudice per le indagini preliminari, di effettivi indici grafici di autonoma valutazione direttamente riferibili all’indagato. L’avvocato ha sottolineato che nelle conversazioni intercettate, non era mai emersa alcuna condotta violenta o minacciosa ai danni di ristoratori mentre, quanto al reato di estorsione di cui al le conversazioni intercettate non dimostravano altro che l’esistenza di una trattativa commerciale del tutto lecita.
La Suprema Corte di Cassazione, accogliendo la tesi difensiva dell’Avvocato Mariano Salerno, ha annullato con rinvio per una nuova deliberazione, la prendente ordinanza del Tribunale della LibertĂ  di Catanzaro che aveva confermato la misura cautelare in carcere.

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