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Sabato 23 novembre: giornata speciale a Cirò Marina, arriveranno le reliquie di San Giovanni Paolo II

Domani, sabato 23 novembre, sarĂ  una giornata speciale per la “fedele” Cirò Marina, e non solo crediamo, perchĂ© arriveranno le reliquie di San Giovanni Paolo II. Una teca contenente un frammento di stoffa macchiata del sangue del Pontefice in occasione del suo attentato avvenuto il 13 maggio 1981, in piazza S.Pietro. La piccola teca contenente […]

Oscare Grisolia

Cirò Marina, venerdì 22 Novembre 2019.

Domani, sabato 23 novembre, sarà una giornata speciale per la “fedele” Cirò Marina, e non solo crediamo, perché arriveranno le reliquie di San Giovanni Paolo II. Una teca contenente un frammento di stoffa macchiata del sangue del Pontefice in occasione del suo attentato avvenuto il 13 maggio 1981, in piazza S.Pietro. La piccola teca contenente il sangue del grande Karol Wojtyla, è stata donata dal Cardinale Stanislao Dziwisz a don Pasqualino di Dio, uno dei sacerdoti più giovani che Papa Francesco ha scelto per essere Missionario della Misericordia, il quale a sua volta li ha donati a fratel Gaetano Avellina, eremita. Sarà quest’ultimo che accompagnerà le preziose reliquie di papa Giovanni Paolo II, nella chiesa di Sant’Antonio di Padova, a Cirò Marina, dove saranno accolte dal Padre Passionista, Peppe Pane, superiore del Santuario Madonna d’Itria e parroco della chiesa, e dai gruppi liturgico e catechistico della stessa parrocchia. Il programma prevede:

Sabato 23 nov. a Cirò Marina, chiesa di sant’Antonio di Padova:
17.30 Rosario, santa Messa e adorazione eucaristica, con preghiera di intercessione per gli ammalati guidata da fratel Gaetano, eremita e unzione degli infermi.

Domenica 24 a Pallagorio, chiesa del Carmine:
16.30 Rosario, santa Messa e adorazione eucaristica, con l’arcangelo San Raffaele e preghiera di intercessione per gli ammalati guidata da fratel Gaetano.

Lunedì 25 a a Cirò Marina, chiesa santa Maria del Buon Consiglio degli Albanesi:
15.30 Colloqui con fratel Gaetano; 16.45 Rosario, santa Messa e adorazione eucaristica e preghiera di intercessione per gli ammalati guidata da fratel Gaetano.

La storia delle reliquie è uscita in un testo in polacco sulla rivista “Niedziela”, il 19 ottobre 2014 a firma di Włodzimierz Rędzioch, che qui riportiamo integralmente.
“Il 13 maggio 1981 Anna Stanghellini, infermiera del Policlinico “Agostino Gemelli”, come ogni giorno, era al lavoro nel reparto di chirurgia. Non sapeva che in quel giorno alle ore 17.19 il turco Ali Agca avrebbe tentato di assassinare Giovanni Paolo II. Apprese quello che era successo in Piazza San Pietro quando l’ambulanza vaticana con a bordo il Papa gravemente ferito varcò il cancello del Policlinico. La sala operatoria era pronta e alle ore 17.55 medici sotto la guida del prof. Francesco Crucitti poterono cominciare l’operazione. Ma prima fu necessario svestire il Papa e per non perdere tempo prezioso la sua maglietta di cotone fu tagliata e gettata per terra insieme alle garze inzuppate di sangue. L’infermiera vedendo la canottiera non si sentì di buttarla via: prima la avvolse in una garza pulita, poi in un asciugamano bianco e la mise nel suo armadietto, senza dire nulla a nessuno. La tenne in casa fino al 2000, quando decise di dare questo dono inestimabile alla Casa Provinciale delle Suore della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.
Da molto tempo Anna Stanghellini era legata a quell’ordine religioso: nel 1964 aveva addirittura cominciato il noviziato dalle Suore della Carità, ma poi scoprì che non era la sua vocazione e scelse la professione d’infermiera. Mantenne però uno stretto contatto con le suore e, quando nel 1996, è andata in pensione ha deciso di vivere presso la loro Casa Provinciale, dove è morta nel 2004.
Suor Beatrice, allora provinciale, da subito ha capito quale era il valore di quel dono ricevuto da una semplice infermiera del Policlinico Gemelli, perché era convinta che un giorno quella maglietta macchiata di sangue sarebbe diventata una vera reliquia di Giovanni Paolo II. Per preservarla meglio, la canottiera papale fu collocata dietro un vetro e incorniciata.
Dopo la morte di Giovanni Paolo II, suor Beatrice ha deciso di mostrare il ricordo del Papa in Vaticano, al fine di ottenere un certificato di autenticità. Per questo si è recata dall’arcivescovo Piero Marini, maestro delle cerimonie liturgiche pontificie: il monsignore non aveva dubbi; in più, le suore erano in possesso della dichiarazione scritta della Stanghellini che attestava l’autenticità dell’indumento. Per precauzione, tuttavia, mons. Marini ha chiesto alla provinciale di lasciare la maglietta in Vaticano: suor Beatrice lo ha fatto con grande dolore, perché era convinta che non avrebbe più recuperato quel ricordo prezioso. Ma i suoi timori erano infondati: pochi giorni dopo, il Maestro delle cerimonie l’ha chiamata, chiedendole di ritirare la maglietta papale. Quando uscì dal Vaticano non sentì il peso della grande custodia dove veniva conservata la canottiera.
Il 1 ° maggio per le suore della Casa Provinciale in via Francesco Albergotti è stato un giorno speciale: il ricordo di Giovanni Paolo II è diventato una reliquia del nuovo Beato. La reliquia del beato è stata collocata in uno dei piccoli altari laterali della grande cappella della Casa. Quando la sorella, che mi ha accompagnato, ha aperto lo sportello dell’altare decorato con un’immagine del fondatore delle Suore della Carità, mi sono commosso: dietro il vetro si vede la maglietta dell’attentato tagliata su entrambi i lati con macchie scure di sangue all’altezza dell’addome (sullo sfondo ci sono tre fori, il che indica che la canottiera era piegata quando è stata trafitta dal proiettile sparato dalla pistola di Ali Agca), e macchie rosse di disinfettante; chiaramente visibili sul colletto le iniziali “JP” ricamate con un filo rosso.
Intorno alla canottiera, le sorelle hanno collocato ritagli dei giornali con le immagini di Giovanni Paolo II al momento dell’attentato, nel letto d’ospedale dopo l’intervento chirurgico, con l’attentatore Ali Agca e con l’infermiera Anna Stanghellini; ci sono anche le dichiarazioni scritte dell’infermiera, della superiora della Casa e di mons. Peter B. Wells, assessore nella Segreteria di Stato, che certificano l’autenticità delle reliquie.
Oggi, l’ex Casa Provinciale delle Suore della Carità a Roma è diventata Casa “Regina Mundi”. Lì sono ospitate le sorelle anziane e malate e vengono svolte alcune opere di carità. Ma la sua cappella è diventata oggi uno dei santuari di san Giovanni Paolo. Quando chiedo a suor Amelia, la superiora della Casa, che cosa significa per la comunità delle suore avere tale reliquia, mi risponde: “E’ un dono e una responsabilità. E’ un dono perché ci sentiamo onorate di essere custodi di una reliquia così preziosa e significativa del Santo Papa; una responsabilità perché ci siamo resi disponibili ad accogliere tutte le persone che vengono qui per pregare”. E a Casa “Regina Mundi” viene sempre più gente, in particolare il mercoledì: tanti pellegrini che partecipano all’udienza generale, vanno dopo in via Francesco Albergotti per raccogliersi presso la reliquia di san Giovanni Paolo II, “firmata” con il suo sangue versato sulla piazza San Pietro durante l’attentato alla sua vita.”
Włodzimierz Rędzioch



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