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Coronavirus, anche di fronte al dramma del ventunesimo secolo che sta provocando migliaia di vittime, la mamma di qualche irresponsabile è sempre incinta

Le dichiarazioni della FPCGIL Area Vasta Cz-Kr-VV e della FPCGIL Medici e Dirigenza sanitaria Area Vasta CZ-KR-VV

Giuseppe Livadoti

CROTONE, lunedì 23 Marzo 2020.

Quando occorre mettere in essere ogni provvedimento emanato dal Governo per bloccare il contagio Covid-19, gli italiani dimostrano di essere un Popolo responsabile. CittĂ  deserte, attivitĂ  commerciali chiuse (tranne quelle ritenute di vitale importanza) e di conseguenza la quasi totalitĂ  dei cittadini chiusi in casa come da disposizioni del Governo.

Giorni
tristi che molte famiglie stanno vivendo anche con la perdita di un loro caro a
causa del coronavirus. Ad aver perso la vita sul campo di “battaglia” molti
medici nell’adempimento del proprio dovere per cercare di guarire chi è stato
contagiato. Non passa giorno senza l’appello accorato da parte delle
Istituzioni e da normalissimi cittadini a rimanere a casa per evitare il
contagio. Ogni struttura sanitaria nazionale lamenta l’insufficiente numero di
medici e OSS in genere. Di fronte a ciò lo Stato ha chiesto a giovani medici
appena laureati e a medici in pensione di fare domanda per essere impiegati
nelle varie strutture. Un appello, quest’ultimo, accolto da migliaia di giovani
e anziani medici per mettersi a disposizione del SSN. Di fronte a tanta
solidarietĂ  sembrerebbe che esistono anche casi di poca responsabilitĂ  da parte
di alcuni cittadini.

Lunghe
file di macchine agli imbarcadero di Reggio Calabria per recarsi in Sicilia (la
Calabria è stata dichiarata zona Rossa in entrata e uscita dalla presidente
Iole Santelli). Fa ancora più male il caso dell’ASP di Crotone dove, stando
alle notizie del Dg ff Francesco Masciari, oltre trecento sanitari hanno
preferito rimanere a casa con la giustificazione del certificato medico. Oggi
la Guardia di Finanza si è recata presso la Sede dell’ASP provinciale per le
indagini sui casi di assenza per malattia.

A tal
proposito la FPFCGIL Area Vasta CZ-KR-VV e la FPCGIL Medici e Dirigenza
Sanitaria Area Vasta CZ-KR-VV, dichiarano:

“Credo negli Esseri Umani che hanno il
coraggio di essere Esseri Umani”. Così dice una nota quanto recente canzone
italiana. La frase ben si presta all’applicazione in un tempo così disagiato e
difficile quale quello attuale. Ci sembra giusto partire da qui per dare un
quadro sinottico su quanto si sta realizzando all’interno della complessa e
poco organizzata realtĂ  sanitaria della ex provincia vasta percorsa, fin qui,
in modo marginale e comunque gestibile, dal brivido covid 19. Intanto facciamo
chiarezza: tutti gli operatori sono costretti a prestare attivitĂ  in condizioni
precarie, talvolta con misure non adeguate di messa in sicurezza, talvolta in
assenza e/o insufficienza di dispositivi sanitari di protezione, esiste, perĂł,
un obbligo deontologico che è parte fondante della professione medica e di
tutte le professionalità legate alla sanità e all’assistenza dei cittadini.
Pertanto non saremo mai dalla parte di chi, per propria esclusiva convenienza, diserta
sfruttando le maglie di quel sistema posto a garanzia esclusiva di quei
lavoratori realmente bisognosi, per tirarsi fuori dalla mischia. Saremo sempre
in prima lineaper difendere i diritti di chi lavora e la loro sicurezza, ma non
possiamo sottacere che, i dati legati alla assenze per malattia denunciati da
ASP Crotone, se veritieri, così come altre situazioni simili evidenziatesi in
altre realtĂ , sono assolutamente inaccettabili. Non esiste nessuna possibilitĂ ,
sempre che le fonti siano attendibili, che questi dati possano essere trattati,
anche lontanamente come vicini alla realtà perché fuori da qualunque proiezione
statistica verosimile. Se tanto corrisponde a tanto, vorrebbe dire che c’è chi
bara per sottrarsi al proprio dovere ma, anche e soprattutto, che esistono
compiacenze evidenti di chi attesta, sulla base del “certum facere”, fatti che
certi non sono. Confidiamo nelle autoritĂ  competenti, saranno proprio loro
chiamate a valutare l’accaduto ma volevamo fosse chiara la nostra posizione:
noi stiamo dalla parte di Gennaro Arma. Tanto detto, come organizzazione
sindacale ben radicata sul territorio di riferimento, evidenziamo ancora una
volta le tante discrasie viste e ben poste in risalto dalle cronache locali. E’
solo per un caso che, ad oggi, non si siano realizzate condizioni peggiori
dell’esistente. Pensiamo infatti che sia assolutamente da correggere la
situazione in alcuni ospedali dove, a tutt’oggi, i piani di gestione
dell’emergenza sono ancora in itinere. E non si tratta solo delle discrasie
viste nell’ASP di Crotone che già soffriva di una carenza cronica di personale,
accentuata dai fatti dichiarati dalla direzione strategica, ma anche dei
potenziali problemi dell’Ospedale di Vibo, i cui limiti strutturali sono
evidenti a tutti. Per quanto poi al Policlinico Universitario che, di fatto,
rappresenta l’HUB con le maggiori potenzialità della regione, ci piacerebbe
capire perché la famosa ala C dello stesso non possa essere utilizzata allo
scopo. Questo anche in funzione di una solidaristica riapertura, nel caso in
cui se ne determinassero le condizioni, dell’accoglienza di pazienti
provenienti dalle regioni piĂą in crisi. Precisiamo chesiamo profondamente
convinti che non esista la possibilitĂ  di assumere nuovo personale bastante a
coprire il previsto aumento dei posti letto programmato e, certamente, non può
essere una soluzione la contrattualizzazione degli specializzandi che, devono
esser certamente chiamati e coinvolti ma, per gradi e dopo adeguata formazione.
Allora, considerato che tutte le strutture piĂą periferiche stanno operando solo
per l’emergenza e che quanto di ordinario rimandabile è stato già posticipato,
perché non pensare ad un meccanismo di tipo on/off che utilizzi il personale
specialistico degli ospedali attualmente in stand by, laddove necessario e con
il semplice uso dei meccanismi previsti dai CCNL vigenti? Tanto verrebbe sempre
incontro a quell’obbligo di umanità sopra richiamato. Chiudiamo con quanto
accaduto nel presidio di Lamezia Terme. Il report giornalistico letto alla
pagina 29 del Quotidiano del Sud del 21 marzo u.s., come lettera firmata,
delinea un quadro preoccupante rispetto alla reale capacitĂ  di assistenza del
nosocomio dei soggetti potenzialmente covid 19 positivi e dipinge un quadro
desolante anche rispetto alla semplice empatia dovuta nei confronti di chi sta
male. Se come appare oramai chiaro trattasi di chiamata alle armi, è necessario
che i primi ad esser consci di ciò debbano essere i “colonnelli” o presunti
tali che, oggi piĂą che mai, dovrebbero dimostrare le loro capacitĂ  manageriali,
perchĂ© chi soffre non può pagare anche per la loro inadeguatezza.  Non è tempo di inutili quanto fuorvianti
parate, militari e non. E’ il tempo della concretezza e della capacità”.

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