
Un riconoscimento giunto da lontano, ma che parla direttamente al cuore: la World Federation of Arab Intellectuals ha conferito a Francesca Gallello Gabriel Italo Nel Gòmez, scrittrice e ambasciatrice di pace, un attestato di apprezzamento per i suoi contributi culturali e letterari nella promozione del dialogo tra popoli.
E in segno ulteriore di stima, le è stata concessa l’adesione onoraria alla Federazione Mondiale degli Educatori Arabi, accanto a nomi di grande rilievo del panorama culturale internazionale: un gesto che celebra non solo le sue opere, ma anche lo spirito con cui le dona al mondo.
Francesca scrive articoli e poesie per giornali internazionali, spesso richiesti direttamente dagli editori, grazie al valore universale dei temi che affronta: pace, fratellanza, uguaglianza, dialogo culturale. Le sue opere vengono tradotte in tutto il mondo e riconosciute come messaggi di armonia, capaci di attraversare confini e lingue.
“La poesia, per me, è portatrice di pace. Non basta parlarne: bisogna viverla, costruirla. E ogni articolo, ogni traduzione, ogni collaborazione con autori, editori e giornalisti nel mondo è per me un passo, un gesto verso un’umanità che dialoga.”
Come Ambasciatrice di Pace, titolo che le è stato assegnato nel 2020 — l’anno successivo a quello in cui fu conferito al grande Gino Strada — Francesca considera il suo ruolo non come un privilegio da esibire, ma come una responsabilità morale, un impegno quotidiano da vivere nel silenzio operoso delle parole.
Alla radice del suo cammino, si svela anche un legame spirituale profondo: Francesca è membro dell’OFS (Ordine Francescano Secolare) di Cirò Marina, seguendo le orme di sua madre e di sua nonna. Una tradizione francescana che vive da generazioni e che alimenta il suo pensiero di fraternità universale, ispirato a San Francesco d’Assisi. Un sentire che si trasforma in azione, parola dopo parola, passo dopo passo.
A lei, il riconoscimento della World Federation of Arab Intellectuals, con il sostegno e l’ammirazione della poetessa e traduttrice libanese Taghrid BouMerhi, responsabile del Dipartimento Letteratura Tradotta presso la Federazione, che ne ha personalmente annunciato il nome.
Un gesto che omaggia una voce gentile e potente: quella di chi non cerca luce, ma prova ad essere luce per gli altri.





