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Il Gangale di CirĆ² Marina e il Liceo di CirĆ² presentano ā€œLettere da Laconinasā€, il romanzo di Carlo Rizzo

A presiedere e moderare i lavori ĆØ stata la ā€œpadrona di casaā€, la Dott.ssa Serafina Rita Anania

La Redazione

CirĆ² Marina, martedƬ 15 maggio 2018.

Il Gangale di CirĆ² Marina e il Liceo Scientifico di CirĆ² hanno presentato il romanzo ā€œLettere da Laconinasā€, scritto da Carlo Rizzo che ĆØ anche docente proprio nella scuola in cui si ĆØ svolta la manifestazione.
A presiedere e moderare i lavori ĆØ stata la ā€œpadrona di casaā€, la D.S. Serafina Rita Anania. Le relazioni, accompagnate da alcune domande rivolte allā€™autore, sono state fatte da tre docenti del Gangale (Laura Ferro, Giuseppina Loiacono, Orsola Siciliani) e dalla professoressa Assunta Madera del Liceo di CirĆ².
La D.S. Anania nel suo discorso di apertura ha dichiarato che lā€™autore ha anche collaborato per realizzare alcune pubblicazioni importanti del Gangale e un poā€™ sente suo il romanzo di Carlo Rizzo perchĆ© la prefazione ĆØ stata scritta da suo figlio Cataldo Calabretta.
Lā€™autore, proprio nel primo intervento, ha dedicato un particolare ringraziamento a Cataldo Calabretta per la ā€œmeravigliosa e puntualeā€ prefazione scritta in un periodo di notevoli impegni professionali.
Le docenti relatrici hanno evidenziato tutti gli aspetti del romanzo che si puĆ² sintetizzare in ciĆ² che ĆØ scritto nella quarta di copertina: ā€œ Un luogo particolare, un tempo passato non troppo lontano ed un insegnante di Genova; questi sono i tre ingredienti principali di ā€œLettere da Laconinasā€, un libro solo parzialmente epistolare, che racconta le sfumature di un piccolo borgo della provincia di Crotone, Laconinas (anagramma di San Nicola), popolato da abitanti ap-partenenti alla cultura arbĆ«rĆ«she, la minoranza etnica albanese del sud Italia.
Se inizialmente lā€™impatto con la nuova realtĆ  lascia Sandro, il protagonista, interĀ¬detto e confuso. Ci vorrĆ  del tempo per iniziare a comprendere gli usi, i costumi e il particolare idioma parlato nel borghetto, ma per ogni tassello che trova una giusta collocazione, un pezzetto di radice affonda in quella terra quasi straniera. ƈ cosƬ che, giorno dopo giorno, Sandro si rende conto di aver instaurato un leĀ¬game con la popolazione di Laconinas. E ovviamente, quando lā€™amore ci mette lo zampino, la faccenda diventa sempre piĆ¹ complessa ed interessanteā€¦ā€
Lā€™autore ha anche letto alcuni brani del romanzo, in particolare due lettere indirizzate da Sandro, il protagonista, alla madre in cui parla della sua esperienza di insegnante e delle difficoltĆ  che incontra in una realtĆ  scolastica cosƬ diversa dalla sua Genova.
Carlo Rizzo ha voluto leggere anche un brano della prefazione di Cataldo Calabretta, in particolare quella frase riportata nella locandina pubblicata giorni addietro: ā€œIn Lettere da Laconinas i temi trattati sono molti, non ĆØ un semplice romanzo di evasione, ma si tratta di una storia che rende in modo vivido uno spaccato dellā€™Italia meridionale di quegli anni. Una storia che per la sua intensitĆ  rimane marchiata a fuoco, una storia che incide le carni del lettore per lasciarne, marcata e visibile, una cicatrice nelle sue memorie.ā€

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