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Re.Co.Sol. solidarizza con la comunitĂ  di Torre Melissa e il suo Sindaco per il salvataggio di 50 migranti curdi

Un gesto di umanità contro un governo che “chiude i porti”

La Redazione

Torre Melissa, lunedì 14 gennaio 2019.

Dopo un estenuante braccio di ferro, che si è protratto per ben 19 giorni, durante i quali 49 migranti, salvati nel Mediterraneo dalla nave Sea Watch, sono stati costretti a permanere in mare nell’attesa dell’autorizzazione allo sbarco, finalmente si può ritenere conclusa l’epopea. I migranti sono sbarcati a Malta e nell’ambito della distribuzione operata dalle autorità europee solo una decina sono stati assegnati all’Italia, accolti dalla Chiesa Valdese. Ancora una volta assistiamo ad una battaglia politica sulla pelle delle persone, un’altra pagina vergognosa e disumana.
In questi giorni, però, in Calabria succede qualcosa che permette di continuare a sperare in un mondo più giusto, più umano.
Mentre l’Italia e l’Europa si azzuffavano per decidere su chi dovesse “Aprire i porti” e su come assegnare i 49 migranti delle Sea Watch, a Torre Melissa (KR), un piccolo paese sulla costa ionica calabra, numerosi cittadini, insieme al Sindaco Gino Murgi, svegliati dalle urla terrorizzate provenienti dalla spiaggia, non hanno esitato a correre in soccorso di cinquantuno migranti curdi, giunti all’alba a bordo di un’imbarcazione a vela in balia delle onde.
Quando tutto sembra suggerire che non ci sia spazio per gesti di umanità, quando i governi giocano a chi è più forte, più duro, più impietoso sulla vita di esseri umani, accadono piccoli gesti di resistenza e disobbedienza, fieri nell’aprire il cuore contro chi vorrebbe i porti chiusi.
Re.Co.Sol.-Rete dei Comuni Solidali, sempre sensibile ai temi della solidarietà e del rispetto dell’essere umano in quanto tale, dimostra la sua vicinanza e sostegno alla comunità di Torre Melissa, congratulandosi per il forte senso di umanità dimostrato.

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