Rinvenuti cuccioli di Ghiro nel territorio di Cirò

A distanza di tre anni dall’ultima segnalazione, rinvenuto nella stessa area, sempre nell’entroterra cirotana cuccioli di Ghiro, una specie tutelata dalla L. 11/02/1992, n.157 in quanto considerata non cacciabile. E’ inoltre specie protetta dalla Convenzione di Berna (L.5/8/1981, n.503, in vigore per l’Italia dall’1/6/1982). Nella provincia di Crotone, il suo habitat è localizzato solo nella zona di Castelsilano (Sila Piccola), da qualche anno anche a Cirò. L’esemplare di Ghiro (Glis glis), una specie diffusa in Calabria, spesse volte, purtroppo anche cacciata. Nella provincia di Crotone, il suo habitat è localizzato solo nella zona di Castelsilano (Sila Piccola) ora anche a Cirò. La sua presenza è localizzata anche in Provincia di Cosenza, sul versante ionico (Rossano), sull’altipiano della Sila (San Giovanni in Fiore) e sul versante tirrenico (Orsomarso). In provincia di Crotone è diffusa nella zona di Castelsilano (Sila Piccola). Ma è nelle “Serre”, che viene maggiormente cacciato, dove si incrociano le province di Catanzaro, Vibo Valentia e Reggio Calabria, dove viene maggiormente cacciato specie nel territorio di Guardavalle. Nel 1999, anno in cui alcune associazioni calabresi lanciarono il “Progetto Ghiro”, è stato stimato che nel solo comune di Guardavalle venissero catturati 20.000 animali l’anno. Ghiri serviti poi illegalmente in alcuni ristoranti calabresi. La stagione della caccia è lunghissima: comincia con la Festa di San Giovanni Battista (24 giugno) e si conclude, se le temperature si mantengono miti, a fine dicembre. All’inizio dell’estate i ghiri sono molto magri, in quanto reduci dal letargo invernale. E’ verosimile, pertanto, che vengano catturati per lo più vivi, ed ingrassati con ghiande, castagne e foglie di pero, secondo tecniche risalenti all’Impero Romano, quando i ghiri venivano trasportati vivi in appositi contenitori dalle legioni come riserva di cibo sempre pronta. Nel mese di settembre si pensa che alcuni bracconieri sospendano la caccia, in quanto le femmine sono gravide. Nemmeno durante il letargo invernale, però, questi animali sono lasciati tranquilli, in quanto vengono stanati dai loro rifugi con fumi di zolfo o infilzati con lunghi punteruoli. Il bracconaggio purtroppo oggi sta decimando questa specie, che di recente è stata inserita dall’IUCN nella Lista Rossa degli animali a maggior rischio di estinzione. E per questo che omettiamo volutamente il luogo in cui la presenza del Ghiro è stata segnalata per la seconda volta.