Sarà Francesco Afflitto candidato della lista Calabria civica – M5s, a scendere in campo per le prossime elezioni al Consiglio Regionale

Sarà Francesco Afflitto, il candidato della lista Calabria civica che fa riferimento al Movimento Cinque Stelle, a scendere in campo per le prossime elezioni al Consiglio Regionale. A presentare la sua candidatura, gli onorevoli Barbuto e Scutellà ma, soprattutto con una lunga dissertazione sullo stato della nostra regione e sulle sue criticità, da parte del candidato presidente, il prof. Francesco Aiello. La presentazione è avvenuta nella giornata di sabato scorso davanti ad un salone di Palazzo Porti, alla presenza di un numerosissimo pubblico. Dopo le introduzioni iniziali degli onorevoli Barbuto e Scutellà, le parole emozionate dello stesso Francesco Afflitto, noto nel comprensorio per il suo impegno come medico e non solo, che ha spiegato con “semplicità” la sua candidatura di servizio e al servizio della comunità per un rinnovamento della politica regionale, rea di non avere supplito alle tante istanze del territorio. Ma il piatto forte, con esempi, citazioni e riferimenti, è stato svolto dal Prof Aiello che ha spiegato la sua candidatura per superare il “blocco unico indistinto”, come lui stesso lo ha definito, costituito dal Pd a sinistra e dal centro destra, che sono stati alla guida del Consiglio regionale negli ultimi trent’anni, con i risultati evidenti che ancora oggi vedono la nostra regione fanalino di coda. Un impegno che non ha l’ambizione di risolvere i tanti problemi irrisolti presenti nella nostra Regione, ma “fare una ricognizione delle tante emergenze affrontate con misure tampone e mai risolte, per dare alle stesse soluzioni programmate e definitive” come ha detto, che potranno portare nuove economie e partecipazione democratica. Ma ha anche spiegato e preso atto che nei suoi tanti giri ha dovuto constatare che che nella nostra Regione “c’è poca disponibilità culturale al cambiamento” e quindi, senza di esso non potrà avvenire alcun cambiamento. L’invito ai presenti quindi a “volere e credere in questo cambiamento senza il quale non si potrà avviare alcun programma come sintesi dello stesso” .