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Come cambia la sicurezza nei luoghi di lavoro ai tempi del coronavirus

di Nicola Iozzo

La Redazione

Vibo Valentia, mercoledì 25 Marzo 2020.

Il coronavirus, come ho
detto in una precedente riflessione , sta cambiando gli usi ed i costumi di
tutti i cittadini  nella vita quotidiana
e,soprattutto, nel mondo del lavoro   ,regolato  dal D.Lgs. n.81/2008 e smi . Nel Titolo II di
detto decreto , l’art. 62  definisce i
luoghi di lavoro come quelli ” destinati
a ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda o dell’unità
produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda o dell’unità
produttiva accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro
”. In
pratica riguarda , salvo le dovute eccezioni, quasi tutti le attivitĂ 
lavorative. Le figure responsabili, con compiti e ruoli specifici e ben
determinati, ai fini della sicurezza previste dal decreto sono :

·        
Il Datore del Lavoro,

·        
RSPP ( Responsabile Sicurezza
Prevenzione e Protezione),

·        
Medico Competente Rls ,

·        
Addetto antincendio,

·        
Addetto primo soccorso.

Fondamentali per la sicurezza durante
la progettazione e l’esecuzione  dei lavori
sono inoltre:

·        
il coordinatore sicurezza in fase di progettazione  (C.S.F.P.)

·        
il coordinatore sicurezza in fase di esecuzione lavori (CSFE )

Il Coordinatore della Sicurezza in
Fase di Progettazione è un tecnico incaricato dal committente o dal
responsabile dei lavori, dell’esecuzione  e della redazione dei piani di sicurezza  ( PCF,POS, DVR…) secondo i  compiti di cui all’articolo 91 comma 1 lettera
a del D. Lgs. 81/08.

Il  coordinatore della sicurezza in fase di
esecuzione lavori provvede  ad
integrare il Piano di sicurezza e di coordinamento e la relativa stima dei
costi con tutti i dispositivi ritenuti necessari
.

Le
due figure possono coincidere o essere distinte.

E’ del tutto evidente che i piani di
sicurezza redatti finora non tenevano conto del rischio biologico del Coronavirus
e che pertanto vanno aggiornati e cambiati   nel
rispetto delle linee guide   e dei vari decreti emanati rispettivamente dal
Governo e dal Mit per l’emergenza in corso.

Esse
riguardano le modalitĂ 
di comportamento da tenere in cantiere , le modalitĂ  di accesso dei fornitori
esterni, la pulizia e sanificazione dei luoghi di lavoro, le precauzioni
igieniche personali, i dispositivi di protezione personale, la gestione degli
spazi comuni, l’organizzazione del cantiere (turnazione, rimodulazione dei
cronoprogramma delle lavorazioni), la gestione di una persona sintomatica, la
sorveglianza sanitaria. Tutte queste prescrizioni dovranno trovare attuazione
anche in presenza di oggettivi ostacoli  .

Penso,ad esempio, alla difficoltĂ  di
reperire i DPI ed in particolar modo le mascherine di protezione che  si
dividono in DPI  ( dispositivi di
protezione individuale ) o DM ( dispositivi medici) .Tutte  le mascherine   devono avere il marchio CE.  e sono regolate e classificate  dalla
norma europea UNI EN 14 . Tale norma, a seconda dell’efficienza
filtrante, classifica le maschere in FFP1, FFP2, FFP3, dove FF significa
Semimaschera Filtrante. Le mascherine consigliate (a chi si deve proteggere dal
virus, quindi medici e persone a contatto con malati) sono di classe FFP2 o,
meglio, FFP3 che hanno una efficienza filtrante del 92% e 98% .  

L’impossibilità di acquistare le mascherine nel
mercato europeo ha indotto gli Enti Locali ed il Governo ad acquistarle nei
paesi extraeuropei . Ciò ha comportato l’emissione   di un’apposita
 norma del Governo che validasse anche
quelle prive di marchio CE.

Tutte queste nuove disposizioni implicano nuove
responsabilitĂ , aumenti dei costi sulla sicurezza ed ingenti rischi agli attori
della sicurezza, ciascuno per le proprie competenze. I datori di Lavoro devono
sostenere l’aumento dei costi , mentre i lavoratori  devono sopportare i rischi che non sono mai
del tutto eliminabili, ancor piĂą con questo coronavirus, ma solo ridotti dai
dispositivi di sicurezza. Tra i lavoratori, quelli piĂą esposti oggi sono gli
operatori sanitari:  medici, infermieri,
tecnici, che stanno dimostrando un encomiabile senso del dovere ed un grande
coraggio.

Da tecnico comprendo quanto sia difficile gestire
una così grave ed imprevista  emergenza,
anche se, per restare nell’ambito della sicurezza, prevedibile  e quanto    improbo
lavoro  legislativo,  tecnico,  economico essa comporti.

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