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Lieto evento sulle rive del fiume Neto: negli ultimi giorni sono nati 4 piccoli dell’ormai rara “Cicogna bianca”

Lo rende noto il Circolo “Ibis per l’ambiente” Crotone

La Redazione

Rocca di Neto, domenica 07 Giugno 2020.
foto Giuliano Monterosso

L’evento è stato immortalato dall’ornitologo crotonese Giuliano Monterosso che, ormai da sette anni, monitora in qualità di responsabile dei nidi le 5 piattaforme installate nella Valle del Neto dalla Lipu-Rende nell’ambito del progetto “Cicogna bianca Calabria”. Il programma era stato avviato già nel 2003 proprio per favorire il ritorno e la nidificazione della specie, assente dal nostro Paese dal XVI secolo.

Offrire un “nido”
per le cicogne è prassi già in uso in alcuni Stati del nord Europa. Da qui l’idea
di importare questo metodo anche in Calabria soprattutto su impulso di Roberto
Santopaolo che è il responsabile Lipu per la provincia di Cosenza e a capo del progetto
“Cicogna bianca Calabria”.

«Si tratta di
particolari nidi artificiali – spiega l’ornitologo cosentino –: sono piattaforme
circolari in legno (diametro 100-135 centimetri) installate, anziché sui
comignoli e sui tetti delle case, così come avviene in alcune zone d’Europa, su
pali e tralicci elettrici».  

«Le cicogne
“calabresi” – prosegue Santopaolo – non hanno ancora imparato ad avere
abbastanza confidenza con l’uomo e quindi si è deciso per una allocazione delle
piattaforme nido più problematica, ma evidentemente l’unica possibile».

«L’obiettivo
delle piattaforme – entra nel merito l’ornitologo – è quello di fungere da
richiamo per quelle coppie di cicogne che, durante la migrazione primaverile,
attraversano il territorio del Marchesato».

 «L’installazione delle piattaforme – riferisce
ancora Santapaolo – ha rappresentato sinora l’intervento più importante del
progetto. Le suddette strutture vengono realizzate in economia a partire da
bobine di E-Distribuzione (Ex Enel) le quali vengono smontate per poterne ricavare
le flange esterne, ovvero le basi circolari. Sulla circonferenza esterna delle
flange vengono praticati degli incavi per poterne fissare in maniera più
stabile a vite delle asticelle in legno così da contenere il futuro
nido. Contestualmente all’installazione delle piattaforme si è anche proceduto
alla messa in sicurezza degli stessi tralicci tramite isolamento dei cavi
elettrici per evitare il rischio di elettrocuzione».

Dal 2003 ad oggi
(2020), la sezione Lipu di Rende, grazie alla collaborazione con
E-Distribuzione, è riuscita ad installare 85 piattaforme artificiali e 18
sagome interessando 3 province (Cosenza, Catanzaro e Crotone) e 7 aree
geografiche.

Nell’ottobre del
2011 la sezione Lipu di Rende ha avviato, per la prima volta in Calabria, ma soprattutto
in Italia, una sperimentazione molto originale ed unica nel suo genere per la
Cicogna bianca: gli esemplari vengono attirati in migrazione tramite sagome
tridimensionali in materiale plastico che vengono installate all’apice di
tralicci elettrici come richiamo per le coppie che, durante la migrazione
primaverile, attraversano il territorio calabrese.

Nel 2013
la specie ha nidificato per la prima volta alla foce del Neto (Crotone). A
partire da questo evento storico per il territorio, i soci del Circolo “Ibis” hanno
iniziato a monitorare, in stretta collaborazione con la sezione Lipu di Rende e
il Dott. Monterosso, i nidi presenti sul territorio. A tal proposito il Circolo
“Ibis” vuole ricordare che la foce del Neto è zona umida di rilevante
importanza naturalistica per la presenza di habitat naturali e specie di
uccelli, rettili e anfibi tutelate dalla Comunità europea. Posta tra i comuni
di Crotone e Strongoli, è Oasi di protezione della fauna, Sito di interesse
comunitario (Sic) e Zona di protezione speciale (Zps).

«Questo
meraviglioso spaccato del nostro territorio – commenta il presidente del
circolo Ibis, Girolamo Parretta – continua a stupirci per la grande
biodiversità che attrae e che ci fa riscoprire la sua importanza con eventi
eccezionali, come quello accaduto nei giorni scorsi  la nascita di questi piccoli esemplari di
cicogna bianca. Ecco perché – conclude – è necessario concentrare ancora di più
gli sforzi e le attenzioni da parte delle istituzioni preposte al fine di
tutelare un bene inestimabile dal punto di vista naturalistico».

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