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Legambiente sull’ipotesi di Ponte sullo Stretto di Messina o di Tunnel sottomarino

Legambiente Calabria e Legambiente Sicilia sull’ipotesi di Ponte sullo Stretto di Messina o di Tunnel sottomarino: la Politica pensi a risolvere i veri problemi delle Regioni del Sud

La Redazione

Messina, giovedì 13 Agosto 2020.

Il Ponte sullo Stretto di Messina, come l’araba fenice, è
un argomento che  torna, periodicamente, alla ribalta. Da qualche
giorno il governo Conte, come variazione sul tema, parla della
costruzione di un tunnel sottomarino ma la sostanza della questione
rimane identica. La Politica deve smetterla di pensare alla 
realizzazione di costose cattedrali nel deserto senza risolvere i veri
problemi dei territori.“In Calabria ed in Sicilia,
molto prima di pensare a progettare  un ponte o  un tunnel nello
Stretto di Messina, sarebbe necessario colmare il gap esistente,
realizzando  opere ed infrastrutture che colleghino, in maniera
decente,  queste due bellissime Regioni del Sud sia al loro interno che
al resto d’Italia a partire dalla modernizzazione e dal potenziamento
della rete ferroviaria” dichiara la Presidente di Legambiente Calabria,
Anna Parretta.“Ormai è più che evidente, la frase
“ponte sullo stretto” per buona parte della politica sembra sia
risolutiva di tutti i problemi che affliggono l’Italia ed in particolare
il Sud – dichiara Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia-.
I soldi che arriveranno dall’Europa devono essere spesi bene e meglio.
Tra l’altro, i tanti soloni che urlano sì al ponte hanno anche una vaga
idea dei costi di gestione di quest’opera e della conseguente tariffa
che servirà per attraversarlo? Non credo proprio. La miopia di chi ci
governa è devastante”.La necessità di migliorare
la rete infrastrutturale del Sud Italia sviluppando il sistema dei
trasporti, è al centro del dibattito nel nostro Paese a partire dal
secondo dopoguerra senza che si siano trovate reali soluzioni e
costituisce uno dei limiti ad un reale sviluppo delle attività
economiche e produttive delle regioni meridionali.Secondo
Legambiente, insomma, cambia la forma ma non la sostanza perché il
ponte, o il tunnel, di Messina, resta “una cattedrale nel deserto”. E’ gravissimo che in Calabria ed in Sicilia, ma anche nelle altre regioni del Sud, non esista un sistema di trasporto adeguato.Per
come ha ricordato il Presidente nazionale di Legambiente Stefano
Ciafani : “Una volta che arrivi a Messina o a Reggio Calabria ti muovi
nello stesso paese che c’era tra gli anni ’60 e ’70. Questo Paese, più
che di parole, ha bisogno di grande concretezza”. È un Paese che non
vuole più essere preso per i fondelli”. Al di la’
della fattibilità tecnica dell’opera non occorre dimenticare che il
ponte o il tunnel dovrebbero essere costruiti in una  zona ad alto
rischio geotettonico e sismico e che sotto il profilo ambientale si
metterebbe a rischio la conservazione di ambienti marini, costieri ed
umidi di eccezionale bellezza. Lo Stretto di Messina è, inoltre,  punto
di transito essenziale per le migrazioni di numerose specie ed è al
centro di un importante sistema di aree protette.Il
Ponte sullo Stretto ed ora l’ipotesi di tunnel rischiano di drenare
inutilmente come è successo finora, risorse pubbliche e di fomentare
circuiti di profonda illegalità senza creare realmente sviluppo,
tantomeno sostenibile e green.Insomma, i soldi del
Recovery Fund possono decisamente trovare migliore e diversa
destinazione creando realmente occupazione e lavoro duraturo nel Sud
Italia.

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