L’8 marzo si è svolto un incontro tra l’assessore Robbe e le rappresentanze sindacali Cgil- Cisl e UIL firmatarie dell’accordo del 2016. Si è deciso di dare prosecuzione a questi tirocini (MIUR-MIBACT) con attività di perfezionamento utili all’accesso ad opportunità lavorative nei settori in cui si è maturata l’esperienza. “Ad oggi, nonostante le continue e pressanti sollecitazioni, nessuna notizia è giunta in merito alla prosecuzione di questi tirocini, lasciando padri e madri di famiglia in stato di bisogno e in una più che paradossale (anzi assurda) situazione d’incertezza. Dall’assessorato al lavoro regionale è calato un silenzio riguardo alla prosecuzione di tali tirocini (di competenza esclusivamente regionale). La nostra situazione è gravata anche dal fatto che, in quanto tirocinanti, non abbiamo diritto ad alcuna indennità contributiva. Noi tirocinanti (MIUR-MIBACT) chiediamo una risposta affermativa riguardo alla ripresa delle attività di tirocinio (MIUR-MIBAC) e che la nostra dignità sia sostenuta da iniziative valide in termini di prospettive di lavoro future.
Crescere insieme nella diversità: l’arcobaleno come strumento di inclusione
Negli ultimi giorni, la commercializzazione di una bambola legata all’autismo ha suscitato polemiche e dibattiti sui social. C’è chi l’ha...





