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La cura del dolore nei pazienti con cerebrolesioni, un nuovo studio all’UnitĂ  di Risveglio dell’Istituto S. Anna di Crotone

L’Unità di Risveglio dell’Istituto S. Anna di Crotone ha pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of NeuroTrauma, un nuovo studio per valutare la presenza di crisi neurovegetative in pazienti con gravi cerebrolesioni acquisite

La Redazione

Crotone, domenica 17 Febbraio 2019.

Nei pazienti con grave cerebrolesione acquisita, durante la fase post-acuta riabilitativa possono manifestarsi fenomeni molto intensi di aumento della pressione arteriosa, cardiaca e respiratoria, unitamente ad iperattivitĂ  muscolare, che limitano il percorso riabilitativo e contribuiscono ad aumentare la sofferenza per i pazienti e per i loro cari.
L’Istituto S. Anna di Crotone è coinvolto da diversi anni nello studio e nell’approfondimento di questa tematica, cui contribuisce anche attraverso la partecipazione al gruppo di lavoro mondiale che ha definito i segni delle crisi disautonomiche definendole come PSH (Iperattività Simpatetica Parossisitica).
Una tematica che è stata ulteriormente approfondita in un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Journal of Neurotrauma, che ha riconosciuto il valore di questa ricerca nel percorso intrapreso a livello internazionale per per cercare di limitare al minimo la sofferenza dei pazienti ricoverati e per migliorare gli esiti della loro riabilitazione.

“Paroxysmal Sympathetic Hyperactivity rate in patients in vegetative or minimally conscious state due to severe acquired brain injury evaluated by PSH assessment measure” è il titolo della pubblicazione (Lucca FL. Pignolo L, Leto L, Ursino M, Rogano S, Cerasa A.) sulla valutazione della frequenza di complicazioni cliniche nel percorso riabilitativo dei pazienti con cerebrolesioni.

“La prevenzione e la riduzione di qualunque fonte di dolore (fisico e psicologico) rappresenta lo standard della pratica clinica per i pazienti con gravi cerebrolesi acquisite. Questo tipo di approccio si traduce in un percorso riabilitativo piĂą virtuoso, che contribuisce alla serenitĂ  del nucleo familiare e a una maggior fiducia nell’operato del team riabilitativo”. Così la dottoressa Lucia Lucca, primario dell’UnitĂ  di Risveglio del S.Anna e coordinatore del progetto di ricerca. “Le crisi disautonomiche (iperattivitĂ  del sistema nervoso simpatico e motorio) sono le piĂą complesse e imprevedibili complicazioni che accadono durante la fase di riabilitazione di questi pazienti. Saperle riconoscere in tempo, significa migliorare il trattamento riducendo sofferenza e dolore”.

“L’Istituto S.Anna è coinvolto da molti anni in questo particolare settore della neuroriabilitazione – aggiunge il direttore scientifico dell’Istituto, prof. Paolo Tonin – ed ha partecipato alle piĂą importanti revisioni internazionali dei criteri diagnostici che oggi possono essere usati in tutte le cliniche mondiali per riconoscere con piĂą efficacia i sintomi che precedono l’insorgenza di queste complicazioni”.

“Offrire ai nostri pazienti il massimo della cura e dell’attenzione ha sempre rappresentato la mission del nostro Istituto – conclude l’amministratore unico dell’Istituto S. Anna Giovanni Pugliese – ma questo può avvenire solo grazie all’investimento su innovazione e ricerca che aiutano il personale clinico a migliorare l’efficacia dei trattamenti”.

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