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Cutro, all’Annunziata un museo d’arte sacra. E chi ne fruisce?

La settecentesca urna funeraria del cappuccino fra’ Serafino da Panettieri che fine ha fatto?

Mimmo Stirparo

Cutro, mercoledĂŹ 15 maggio 2019.

Già, non molti anni, orsono il Cirotano.it si è interessato di questo argomento e senza riscontro da parte dell’opinione pubblica, evidentemente non c’è stata l’attenzione che avrebbe meritato. Ci riferiamo alla realizzazione di una sorta di museo di arte sacra antica presso la chiesa, un tempo Collegiata, dell’Annunziata, della città del Crocifisso, Cutro, retta per ben quarant’anni dal parroco emerito da un paio d’anni.
Su questo spazio museale non pare che ci sia stato movimento culturale e turistico. Perché? Eppure da quel che si dice sono stati, raccolti statue, paramenti e oggetti liturgici, tutti provenienti dalle antiche chiese locali del san Rocco, della Pietà, della stessa Annunziata e soprattutto della chiesa cinquecentesca di santa Chiara detta comunemente delle Monachelle aperta al culto saltuariamente. Quest’ultima, va detto, conserva, ancora chi sa per quanto, un portale esterno in bassorilievo tufaceo di notevole fattura, una lastra marmorea tombale, oltre ad altri elementi decorativi e chi scrive questa nota, attorno a questa chiesa, per la sua conservazione, ha condotto una battaglia più che ventennale, anche da queste colonne. Per molti anni inascoltato!
A suo tempo, da questo giornale ed anche da altre testate, abbiamo suggerito al parroco, promotore del piccolo spazio museale posizionato dietro l’altare maggiore, la conservazione di un pezzo di storia antica che riveste soprattutto valore spirituale che, a scrive, scopritore dello stesso negli anni ’70, non è riuscito a preservare dall’oblìo.
Nella chiesa di san Rocco, in uno spazio, un tempo adibito a garage, olim convento dei Cappuccini, da una lapide ad una parete, abbiamo rilevato, assieme a chi poi sono stati definiti “Figli di don Michele”, che un frate, tal Serafino da Panettieri morĂŹ in Cutro il 20 marzo 1760 all’etĂ  di 46 anni e visse con esemplaritĂ  tra i confratelli per 20 anni. Le sue venerate ossa furono traslate da una botola, in chiesa come allora era uso, e murate a fianco di detta lapide il 24 maggio 1915. In seguito, il 4 agosto 1973, abbiamo scoperto, in quel locale, l’urna di vetro contenente le sacre ossa che abbiamo, poi, affidato alle cure dell’allora parroco don Michele Bertola per una degna conservazione e venerazione. Forse i tempi non erano giusti e non se ne fece nulla. E su quell’urna è calato il silenzio. E non solo. È impresa ardua ma un tentativo fatto. In questa chiesa dell’Annunziata, come riportato da Giovanni Fiore nella sua “Della Calabria Illustrata” del 1743, erano custodite le sacre reliquie di san Filippo apostolo, di san Giacomo apostolo, di san Vittorio e del Legno della Croce. Non si può sottacere, poi, il fatto che la chiesa parrocchiale dell’Annunziata è un luogo sacro molto frequentato e non solo da fedeli cutresi ma anche da gente che viene dal nord e da avventori occasionali come è avvenuto nella domenica del 5 maggio, testè trascorso, che ha visto una massiccia presenza ed intensa partecipazione per la “Giornata per don Michele Bertola- Missionario senza tempo” alla presenza di autoritĂ  civili, militari, oltre che dell’arcivescovo di Crotone – Santa Severina Mons. Domenico Graziani e parte del clero crotonese.
Affidiamo, a questo punto, all’attuale Amministratore parrocchiale don Giovanni Barbara di farsi interprete presso il nuovo parroco che verrà il compito della necessità del ritrovamento delle reliquie e della conservazione e valorizzazione del museo, seppur piccolo, per la crescita culturale e soprattutto spirituale della Comunità.

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